• Articolo Lisbona, 14 gennaio 2019
  • Il Portogallo vara i “visti verdi” per chi investe in sostenibilità

  • Un sistema per attirare investitori nei settori strategici dell’eco sostenibilità: il programma portoghese che potrebbe fare scuola in Europa

visti verdi

 

 

Il Parlamento lusitano ha approvato i “visti verdi”, un programma che garantisce la residenza agli investitori in agricoltura organica, fonti rinnovabili ed eco turismo

(Rinnovabili.it) – Il Parlamento portoghese ha approvato una programma per la concessione del permesso di residenza a chi investe in progetti eco sostenibili. Il provvedimento, che concede una sorta di “visti verdi”, si affianca al già esistente sistema dei “visti d’oro”, i permessi destinati a stranieri abbienti che, negli ultimi anni, ha portato investimenti in Portogallo soprattutto nel settore alberghiero e turistico.

Una integrazione che punta alla sostenibilità: i “visti verdi” verranno concessi agli investitori che spenderanno un totale di almeno 250 mila euro in cinque anni in progetti di agricoltura organica, eco turismo, energie rinnovabili e più a largo spettro che riducano le emissioni di CO2.

 

Il Portogallo non è l’unico Paese europeo a cercare di attrarre investimenti esteri tramite la concessione della residenza e un regime di tassazione favorevole: programmi simili sono presenti in Grecia, Cipro, Spagna e Malta. Il Paese lusitano è però il primo a indirizzare simili agevolazioni a settori di produzione e consumo orientati alla eco sostenibilità.

 

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“Pur mantenendo in  considerazione l’importanza di favorire la costruzione di una società aperta e multiculturale, è fondamentale aggiungere un sistema che attragga investimenti stranieri di natura ecologica – ha spiegato Andre Silva, membro del PAN, il partito ambientalista e animalista portoghese – L’approvazione dei visti verdi rinforzerà il ruolo del Portogallo nell’attrazione di investimenti ecologici e ci aiuterà nella transizione verso una economia circolare e decarbonizzata”.

Un approccio innovativo che potrebbe trovare prossima applicazione anche altrove: per il 23 gennaio, infatti, è attesa una risoluzione della Commissione europea per regolare i programmi di attrazione di investimenti esteri nei Paesi comunitari. Un’ottima occasione per mettere le questioni ambientali ed energetiche al centro del dibattito e dare nuova spinta a settori strategici per il futuro dell’Ue sia a livello economico che ambientale.

 

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