• Articolo Bruxelles, 28 giugno 2012
  • La Commissione riflette se ritardare fino a 1,2 miliardi di permessi

    Prezzo del carbonio: i big dell’energia richiamano la UE

  • Una lettera invita da Shell, E.On e altre grandi produttori europei invita Bruxelles a ritirare urgentemente i 1,4 miliardi di crediti di carbonio

(Rinnovabili.it) – Un nutrito gruppo di società energetiche europea ha scritto a Bruxelles esortando gli alti funzionari UE ad adottare misure urgenti per rafforzare il prezzo delle quote di carbonio nel sistema di scambio delle emissioni del blocco (ETS). Shell, Statoil, E.ON, Enel, e Dong Energy sono tra i 13 firmatari di una missiva inviata questa settimana, che raccomanda alla Commissione di ritirare 1,4 miliardi di permessi di carbonio previsti per l’asta tra il 2013 e il 2020. L’enorme surplus  di crediti circolanti a causa della recessione ha infatti depresso il prezzo, rendendo più conveniente inquinare e che investire in tecnologie low-carbon. I partecipanti all’ETS comunitario, tra cui centrali elettriche e altri grandi impianti industriali, sono preoccupati del fatto l’attuale eccesso di quote di carbonio possa continuare a contenere i prezzi, che negli ultimi mesi hanno oscillato intorno tra i 7 e gli 8 euro alla tonnellata.

La lettera sostiene che un “pieno funzionamento del sistema di scambio è fondamentale perchè il blocco dei Ventisette realizzi i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni e come tale la Commissione dovrebbe sostenere le proposte avanzate dal Parlamento europeo per ritirare dal mercato un  massimo di 1,4 miliardi di euro”. L’esecutivo sta intanto riflettendo se ritardare o meno nella messa all’asta di un massimo di 1,2 miliardi di quote di carbonio per la prossima fase del sistema ETS tra il 2013 e il 2020.