• Articolo Bruxelles, 27 aprile 2018
  • Prezzo del carbonio: le prossime mosse in Europa

  • Il nuovo rapporto di Carbon Tracker suggerisce di alzare il prezzo delle quote nel mercato dell’ETS a 55€ per tonn di CO2 per mantener fede all’Accordo di Parigi. E sette Paesi valutano l’ipotesi

Prezzo del carbonio

 

Per non mancare l’obiettivo sul clima, l’Europa deve quintuplicare il prezzo del carbonio

(Rinnovabili.it) – La riforma dell’ETS, il mercato delle emissioni europeo, ha raggiunto i primi risultati: dopo 6 anni di picchi negativi il prezzo del carbonio è risalito in maniera importante. Un più 20% registrato da gennaio a febbraio, che ha permesso alle quote di superare, per la prima volta dal 2011, i 10 euro per tonnellata di CO2. Un buon traguardo ma che, a detta di molti, non è sufficiente. Come spiega oggi il nuovo rapporto di Carbon Tracker, per rimanere in linea con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi, ossia mantenere l’aumento della temperatura “ben al di sotto dei 2 gradi Celsius”,  il prezzo del carbonio dovrà raddoppiare entro il 2021 e arrivare a toccare i 55 euro a tonnellata di CO2 entro il 2030.

Questo, spiegano gli autori del report “Carbon Clampdown: Closing the gap to a Paris compliant EU-ETS”, è l’unico modo per non rendere convenienti le nuove centrali elettriche a lignite e carbone.

 

Il prezzo del carbonio da solo non sarà sufficiente per raggiungere l’obiettivo di Parigi […], ma ha un ruolo fondamentale da giocare”, spiega Mark Lewis, esperto di Carbon Tracker. L’ETS, infatti, “attribuisce un valore alla quantità limitata di CO2 che possiamo immagazzinare nell’atmosfera se vogliamo evitare cambiamenti climatici catastrofici”.

Il rapporto rileva che i prezzi sono destinati a raggiungere i 25-30 euro per tonnellata entro il 2020-21, in quanto la nuova riforma dell’ETS sta riducendo l’eccesso di offerta. Ma questo non basta a garantire che il riscaldamento rimanga al di sotto dei 2°C. Nonostante il passaggio dal carbone al gas avviato in molti Paesi europei (Italia, Spagna, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito), per mettere ovunque fuori gioco le nuove centrali termoelettriche è necessario un prezzo medio della CO2 di circa 45-55 € / tonnellata.

 

Qualcuno si sta già muovendo in tal senso. La Francia sta guidando un gruppo di sei Paesi – Germania, Svezia, Paesi Bassi, Finlandia, Portogallo e Lussemburgo – verso una strategia climatica europea più ambiziosa. I sette ministri dell’ambiente si sono incontrati ieri a Parigi per stilare le priorità d’azione. Tra queste, come spiega Brune Poirson, segretario di stato al ministero francese per la transizione ecologica, c’è anche il prezzo del carbonio. “Nell’ambito del sistema ETS, il prezzo del carbonio non invia un segnale sufficientemente forte, il prezzo non è abbastanza alto. Pertanto, la Francia suggerisce di fissare un prezzo minimo per l’industria energetica. Questi sono piccoli passi, ma sta emergendo un movimento a livello europeo”.

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