• Articolo Roma, 2 dicembre 2016
  • Aperta la consultazione sul sito del Minambiente

    I principi etici della lotta climatica: la bozza della Dichiarazione UNESCO

  • La Dichiarazione sui principi etici relativi ai cambiamenti climatici stabilisce sei principi da applicare per proteggere umanità ed ecosistemi. Il testo definitivo sarà pronto nel 2017

I principi etici della lotta climatica: la bozza della Dichiarazione UNESCO

 

(Rinnovabili.it) – Aiutare ad anticipare, evitare e minimizzare gli effetti avversi del cambiamento climatico, proteggendo l’umanità e i sistemi viventi e non della Terra. Questo l’obiettivo della Dichiarazione sui principi etici relativi ai cambiamenti climatici. La bozza del documento, che dovrà essere approvato il prossimo anno, è stata redatta da un vasto gruppo di esperti all’inizio di novembre a Rabat, in contemporanea con il vertice sul clima di Marrakech. Lo scopo è quello di completare e arricchire gli strumenti di riferimento esistenti, prendendo in considerazione i risultati dei negoziati svolti nell’ambito della COP-21 e COP-22 e fornendo innanzitutto un insieme universale di principi etici da applicare nella lotta climatica (e non solo).

Il testo è stato quindi consegnato ai Paesi Membri dell’Unesco per raccogliere pareri. Il ministero dell’Ambiente Italiano ha pubblicato oggi sul proprio sito web la bozza di dichiarazione, invitando tutti gli interessati ad inviare commenti al testo entro il 16 gennaio 2017.

 

Nella versione attuale, la Dichiarazione non ha carattere vincolante ma si limita ad elencare sei principi che dovrebbero essere rispettati dagli Stai membri prima di prendere una qualsiasi decisione: evitare danni, attenersi al principio precauzionale, garantire giustizia ed uguaglianza, assicurare la sostenibilità, fornire solidarietà e impostare una base scientifica per la formulazione delle decisioni.

Questo significa, ad esempio, applicare il principio delle responsabilità comuni ma differenziate come ribadito nell’accordo di Parigi non solo tra le nazioni, ma anche all’interno degli stessi Paesi. O aumentare le capacità e le misure di adattamento delle comunità più vulnerabili. O ancora, proteggere le attività scientifiche indipendenti dalle pressioni degli interessi personali e permettere che gli ecosistemi si rigenerino adottando modelli di consumo e produzione sostenibili.

 

Le nove pagine della bozza sono in linea con quanto richiesto dalla Risoluzione 38C/42 approvata nel novembre 2013. Il testo definitivo dovrà essere elaborato entro l’estate del 2017 per poi essere approvato dal Consiglio Esecutivo e dalla Conferenza Generale dell’UNESCO nel novembre 2017. Il Minambiente fa sapere che “la Divisione Affari internazionali della DGSVI del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare farà da tramite per l’invio dei commenti all’UNESCO”.

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