• Articolo Parigi, 5 ottobre 2018
  • I prodotti petrolchimici terranno alta la domanda di greggio

  • Secondo la IEA, nel futuro a lungo termine, l’industria petrolchimica guiderà la crescita del settore petrolifero, compensando i minori consumi di carburante da parte dei trasporti

prodotti petrolchimici

 

I prodotti petrolchimici rappresentano uno dei principali punti ciechi nel dibattito energetico globale

(Rinnovabili.it) – Saranno i prodotti petrolchimici a prendere il posto via via lasciato da benzina e gasolio, quando il settore dei trasporti inizierà diminuire la domanda di greggio. Lo sostiene l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) nel suo The Future of Petrochemicals, nuovo documento che cerca di fare luce sugli elementi più trascurati della discussione energetica globale.

Plastica, fertilizzanti, abbigliamento, dispositivi digitali, detergenti e pneumatici sono destinati a rappresentare, entro il 2030 oltre un terzo della nuova domanda mondiale di petrolio al 2030. La fetta di torta si fa ancora più grassa per il 2050, quando guideranno quasi la metà della crescita, con quasi 7 milioni di barili di petrolio al giorno. In altre parole, quando i motori a combustione inizieranno a lasciare spazio a quelli elettrici, altri polimeri fossili assicureranno ai big del petrolio un futuro “lungo e radioso”.

 

Le nostre economie sono fortemente dipendenti dai prodotti petrolchimici, ma il settore riceve molta meno attenzione di quanto meriti”, spiega il dott. Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia. “Rappresentano sono uno dei principali punti ciechi nel dibattito energetico globale, soprattutto in considerazione dell’influenza che eserciteranno sui futuri trend energetici. In effetti, la nostra analisi mostra che avranno una maggiore influenza sul futuro della domanda di petrolio rispetto a automobili, camion e aerei”.

Basti pensare alla plastica: la sua domanda da sola ha superato tutti gli altri materiali sfusi (come acciaio, alluminio o cemento), arrivando quasi a raddoppiare rispetto i livelli del 2000. Le economie avanzate attualmente utilizzano oggi fino a 20 volte più polimeri plastici e fino a 10 volte più fertilizzante dei paesi in via di sviluppo (dato su base pro capite).

 

>>Leggi anche La guerra alla plastica non preoccupa l’industria petrolchimica<<

 

Il dinamismo dell’industria petrolchimica sta inoltre dando vita a nuovi trend in tutto il mondo. Dopo decenni di stagnazione e declino, ad esempio, gli Stati Uniti sono riemersi come regione a basso costo per la produzione di sostanze chimiche grazie alla rivoluzione del gas di scisto, ed rappresentano ora la sede di circa il 40% della capacità globale di produzione petrolchimica a base di etano. Nel frattempo, il Medio Oriente rimane il centro produttivo più economico per molti prodotti chiave, con una serie di nuovi progetti annunciati in tutta la regione.

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