• Articolo Londra, 21 dicembre 2017
  • Le previsioni del Met Office

    Anche il prossimo anno sarà all’insegna del riscaldamento globale

  • Le temperature del pianeta saliranno ancora nel 2018, ma l’effetto calmierante del fenomeno la Niña eviterà un pericoloso record nel riscaldamento globale

 

 

riscaldamento globale

Fonte: Met Office

 

Il riscaldamento globale non sarà da record, ma solo per poco

 

(Rinnovabili.it) – La temperatura media del mondo aumenterà nuovamente il prossimo anno, ma sembra scongiurata la possibilità che si assista a un nuovo record. A temperare lievemente il riscaldamento globale sarà l’effetto del fenomeno meteorologico di la Niña, che si verifica nel Pacifico. Lo annuncia oggi il Met Office britannico, delineando uno scenario decisamente preoccupante, sebbene calmierato dalla nemesi del fenomeno El Niño, che abitualmente porta siccità e ulteriori aumenti di temperatura.

La colonnina di mercurio, dunque, nel 2018 è si attesterà mediamente tra 0.88 e 1.12 gradi al di sopra del periodo di riferimento (1850-1900), il che corrisponde ad un aumento compreso tra 0,28 e 0,52 °C rispetto all’altro termine di paragone che abbiamo, cioè la media 1981-2010, che era di 14,3 °C.

 

>> Leggi anche: Il 2017 sul podio degli anni più caldi di sempre <<

 

«Il 2018 sarà molto caldo a livello globale, ma è improbabile che superi il record stabilito nel 2016», ha confermato Adam Scaife, capo delle previsioni del Met Office. Il mese scorso, l’organizzazione meteorologica mondiale riscaldamento globale(WMO) delle Nazioni Unite ha detto che quest’anno sarà fra i tre più caldi mai registrati, avvicinandosi ai livelli del 2015. Per quanto riguarda il prossimo, l’effetto della Niña ridurrà di 0,1 °C mediamente la temperatura globale rispetto a quelle che che altrimenti gli esperti si sarebbero aspettate. Ma il quadro rimane fosco: basti pensare che 16 dei 17 anni più caldi mai registrati si sono verificati dopo il 2000, fatto che lascia pensare come non si tratti di una crisi passeggera, bensì di un trend da modificare al più presto per evitare catastrofi socioeconomiche nei paesi più esposti.

La Niña genera temperature insolitamente fredde nell’Oceano Pacifico equatoriale, che innescano inondazioni o siccità a seconda dei luoghi del pianeta che ne subiscono gli influssi. La possibilità di prevedere in anticipo questi eventi è di fondamentale importanza pianificare la reazione di settori fragili e strategici come l’agricoltura, la gestione dell’acqua, la salute, i trasporti o l’energia.

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