• Articolo Bruxelles, 26 marzo 2012
  • Un programma di salvaguardia europeo

    Proteggere i mari monitorando gli inquinanti

  • Programmi di monitoraggio più attenti permetteranno di valutare lo stato di salute dei mari europei garantendo la stabilità degli equilibri

(Rinnovabili.it) – Ottenere mari più puliti attraverso un monitoraggio costante delle attività e delle sostanze disciolte nelle acque. Dal Consiglio marino della Fondazione europea della scienza (FES) gli esperti hanno fatto sapere che è necessario completare e aggiornare la normativa che regola l’inquinamento chimico dei mari europei. Grazie al Monitoring Chemical Pollution in Europe’s Seas: Programmes, Practices and Priorities for Research gli esperti saranno in grado di ottenere nuove informazioni su dove e in che modo gli schemi normativi e i programmi di monitoraggio attuali non riescono a occuparsi di tutta la gamma di inquinanti ritenuti pericolosi, sottolineando che nelle analisi spesso vengono ignorati molti dei nuovi inquinanti usati dall’industria.

Da un sondaggio nell’ambito del progetto CLAMER (Climate change and marine ecosystem research results) condotto intervistando oltre 10.000 persone di 10 paesi europei è stato infatti evidenziato come l’inquinamento sia uno dei fattori di maggiore importanza per la popolazione, seriamente preoccupata per la salute dei mari. I dati scientifici dimostrano inoltre che quasi 30mila delle sostanze chimiche presenti sul mercato vengono prodotte in quantitativi superiori alla tonnellata, la maggior parte delle quali finiscono nei corsi d’acqua e nei bacini con gravi conseguenze sugli organismi e sugli ecosistemi marini.

“Il livello di conoscenza e consapevolezza della presenza e del potenziale impatto di inquinanti marini nuovi ed emergenti è ancora molto limitato”, dice il co-presidente del gruppo di lavoro, Patrick Roose, dell’Unità belga di gestione dei modelli matematici del mare del nord (MUMM) in Belgio mentre il co-presidente Colin Janssen, dell’Università di Gand in Belgio, aggiunge: “Per essere veramente efficaci, i programmi di monitoraggio devono essere dinamici e devono prendere in considerazione una lista di sostanze chimiche inquinanti in continua espansione, l’impatto che i diversi inquinanti possono avere sugli organismi, gli ecosistemi e i processi e allocare le attività e le risorse a seconda del rischio percepito.”