• Articolo Roma, 30 dicembre 2015
  • Protocollo anti-smog: Galletti presenta le misure anti PM10

  • Trasporti, verde urbano e riscaldamento: sono questi gli ambiti su cui si muoveranno Regioni e Comuni. Definite misure emergenziali in caso di sforamento per oltre 7 giorni consecutivi dei limiti di PM10

Protocollo antismog: Galletti presenta le misure anti PM10

 

(Rinnovabili.it) – Un protocollo per definire e attuare misure omogenee per il miglioramento della qualità dell’aria e la riduzione delle emissioni di gas climalteranti. Questo è il risultato dell’incontro d’emergenza tra Regioni e Comuni convocato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, all’indomani delle prime pagine dei giornali dedicate all’allarme smog.

 

“Mi auguro che dopo questa riunione si metta fine alla ‘babele’ dei provvedimenti in materia di smog”, ha dichiarato Galletti.

 

E mentre il blocco del traffico (o le targhe alterne) imposto a Milano, Roma e altri comuni dimostra di non riuscire neppure a scalfire il problema, amministrazione centrale e locale provano a definire una strategia d’azione comune. Nasce così un vero e proprio Protocollo anti-smog, contenente gli orientamenti a lungo termine che Governo, Regioni e Comuni hanno stilato insieme: si va dall’aumento del verde pubblico alla creazione di una rete di ricarica rapida per e-car, passando per nuovi limiti di velocità, rottamazione dei veicoli più inquinanti, misure di sostegno al trasporto pubblico (soprattutto quello ecologico) e riduzione degli inquinanti dei sistemi di riscaldamento.

 

Inoltre il testo definisce alcune misure emergenziali da applicare in caso di sforamento per più di 7 giorni consecutivi dei limiti di PM10, quali:

  • l’abbassamento dei limiti di velocità di 20km/h in aree urbane estese al territorio comunale e alle eventuali arterie autostradali;
  • l’attivazione di sistemi di incentivazione per l’utilizzo dei trasporti pubblici e della mobilità condivisa
  • la riduzione delle temperature massime di 2 gradi C nel riscaldamento degli edifici pubblici e privati
  • la limitazione dell’utilizzo della biomassa per uso civile laddove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento.

 

I fondi del Protocollo anti-smog

Per supportare l’attuazione delle prime misure di sostegno il dicastero ambientale stanzierà un fondo da 12 milioni di euro subito disponibile e dedicato alle iniziative dei Comuni sul trasporto pubblico locale e la mobilità condivisa. Inoltre “ammontano a 405 milioni di euro le risorse programmate e disponibili per la strategia di medio periodo contro lo smog nelle grandi città”, ha spiegato il ministro dell’Ambiente precisando che “35 milioni sono per la mobilità sostenibile casa-scuola, casa-lavoro, car e bike sharing, pedibus (approvate con il collegato ambientale), 50 milioni per la realizzazione di reti di ricarica elettrica (attraverso il Fondo Kyoto), 250 milioni per l’efficienza energetica in scuole, strutture sportive e condomini (attraverso il Fondo Kyoto), 70 milioni per riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione centrale”. Il protocollo promette anche l’impegno del Minambiente a identificare, in concerto con gli altri Ministeri, un fondo per il rinnovo del parco veicoli più inquinante con mezzi che utilizzino tecnologie e combustibili a basso impatto ambientale. presentando il protocollo delle misure antismog decise con le Regioni e i Comuni.

2 Commenti

  1. ritamir
    Posted dicembre 30, 2015 at 7:03 pm

    Se incentivassero adeguatamente i veicoli elettrici con rottamazione contemporanea delle vetture vecchie, si raggiungerebbero risultati migliori. Con la Fiat lo facevano, ai tempi di bengodi. Quando vogliono, però, i soldi li trovano anche adesso. Potrebbero incentivare veicoli leggeri, come motorini e moto e bici elettriche, cosa che costerebbe meno………

  2. TheQ.
    Posted dicembre 30, 2015 at 11:02 pm

    da quando in qua ridurre di 20 km/h qualsiasi limite di velocità ridurrebbe le emissioni?! Casomai ridurre le frenate che disperdono energia accumulata bruciango combustibile fossile riduce le emissioni. Oppure tenere una velocità media costante che in genere è intorno ai 60 km/h (quindi 30 km/h risultati da limite di 50 km/h – 20 km/h inquina più che andare a 60km/h). 20 km/h in meno sono invece una multa di 200 euro in più per i bilanci comunali in un paese che vede molti comuni come Roma a rischio fallimento per debito. Ma perchè i ministri e politicanti italiani dimostrano sempre la loro ignoranza in materia per cui percepiscono stipendio+vitalizio?!

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