• Articolo , 10 giugno 2019
  • Qualità dell’acqua: in Europa “eccellente” l’85% dei siti di balneazione

  • Il report annuale dell’Agenzia europea dell’Ambiente fotografa il crescente miglioramento delle acque che accoglieranno milioni di turisti stagionali in estate.

siti di balneazione EuropaItalia in chiaroscuro: record negativo per quanto riguarda il numero di siti di balneazione con scarsa qualità delle acque, ma anche altissima percentuale di “eccellenze”

 

(Rinnovabili.it) – In vista dell’imminente stagione estiva, la Commissione europea e l’Agenzia europea dell’Ambiente (AEA) hanno pubblicato l’annuale report sullo stato dei siti di balneazione nei 28 Paesi membri dell’Ue: dei 21.831 siti analizzati lo scorso anno, il 95,4% soddisfa i requisiti minimi di qualità, mentre l’85,1% raggiunge standard di eccellenza, in crescita dello 0,1% rispetto al 2017. In calo costante la percentuale dei siti di balneazione caratterizzati da qualità minima (dal 96% nel 2017 al 95,4% nel 2018).

 

Molte le differenze rilevate tra Paese e Paese: in 4 Stati membri, il 95% dei siti di balneazione analizzati è risultato di qualità eccellente (Cipro 99,1%; Malta 98,9%, Austria 97,3%; Grecia 97%), mentre in tutti i siti campione di Cipro, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Romania e Slovenia, la qualità dell’acqua è risultata sempre almeno sufficiente.

 

Record negativo per l’Italia che registra il numero più elevato di siti di balneazione con qualità delle acque “scarsa” (89 siti, pari all’1,6% del campione analizzato, in crescita rispetto ai 79 segnalati nel 2017) seguita dalla Francia (54 siti, pari all’1,6%, in diminuzione rispetto agli 80 registrati 2 anni fa) e dalla Spagna (50 siti, pari al 2,2%, in crescita rispetto ai 38 del 2017).

 

Allo stesso tempo, però, il Bel Paese rientra nelle 10 migliori nazioni europee per quanto riguarda il più alto numero di siti con acque di qualità “eccellenti”: 4.987 punti di balneazione sui 5.539 analizzati (circa il 90%) risulta di ottima qualità, ben oltre la media europea dell’85%. Un dato da leggere anche in correlazione con l’enorme superficie balneabile che caratterizza il nostro Paese: i siti analizzati in Italia, infatti, rappresentano il 25% di tutti quelli presi in considerazione nel report dell’AEA.

 

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Le principali fonti di inquinamento sono le acque reflue e le acque di drenaggio provenienti da aziende e terreni agricoli. Questo tipo di inquinamento aumenta in caso di forti piogge e inondazioni a causa della tracimazione delle fognature e del riversamento delle acque di drenaggio inquinate nei fiumi e nei mari.

 

“La relazione conferma che gli sforzi compiuti dagli Stati membri negli ultimi quarant’anni, soprattutto per quanto riguarda il trattamento delle acque reflue, hanno dato i loro frutti – commenta Hans Bruyninckx, Direttore esecutivo dell’AEA – Oggi la maggior parte degli europei può godere di acque di balneazione di qualità eccellente. Ma questo è solo uno dei numerosi fronti, dalla lotta all’inquinamento da plastica alla tutela della vita marina, su cui dobbiamo lavorare per migliorare la salute di mari, laghi e fiumi”.

 

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