• Articolo Bruxelles, 9 gennaio 2013
  • I risultati dell’Eurobarometro "La posizione degli europei riguardo alla qualità dell’aria"

    Qualità dell’aria, quello che gli europei vogliono

  • I cittadini comunitari chiedono a Bruxelles una politica anti inquinamento più forte e incisiva. Potočnik: “vi risponderemo, rivedendo la nostra politica nel 2013”

(Rinnovabili.it) – Gli europei sono insoddisfatti della qualità dell’aria che respirano ogni giorno all’interno dei confini comunitari. A rivelarlo è un sondaggio effettuato dalla stessa Bruxelles in cui sono stati intervistati oltre 25.000 cittadini in tutti i 27 Stati membri. Dall’Eurobarometro, che servirà all’esecutivo come base strutturale per redigere la nuova politica sull’aria nel 2013, emerge un forte sostegno al potenziamento degli interventi su questo fronte. Secondo il 56% degli europei, infatti, la qualità dell’aria è peggiorata negli ultimi 10 anni, una percentuale che sale addirittura all’81% nel campione italiano.

 

Janez Potočnik, Commissario europeo responsabile per l’Ambiente, ha dichiarato in proposito: “I cittadini ci chiedono di intervenire e noi lo faremo esaminando nel 2013 la nostra politica sulla qualità dell’aria. Ci vengono chieste più misure nei settori chiave e una migliore informazione sull’efficacia delle politiche: per soddisfare tali richieste dobbiamo collaborare a tutti i livelli politici e dispiegare interventi concreti sul territorio.”

 

Poco informati sulle norme comunitarie in materia di inquinamento atmosferico (solo il 25% si è detto a conoscenza delle misure unionali), i cittadini UE ritengono comunque che l’Europa debba proporre ulteriori misure per combattere l’inquinamento. In tal senso il 43% degli intervistati suggerisce di rafforzare i controlli sulle emissioni dell’industria e del settore energetico, individuando nelle emissioni dei veicoli (96%), in quelle del settore industriale (92%) e in quelle dei trasporti internazionali (86%) le cause principali dell’inquinamento atmosferico. Il 70% del campione inoltre si è detto convinto che le fonti rinnovabili debbano essere considerate la principale opzione energetica per il futuro mentre circa l’85% dei cittadini europei concorda con il principio “chi inquina paga”, in base al quale coloro che inquinano devono sostenere i costi delle ripercussioni negative, determinate dalle loro scelte, sulla salute e sull’ambiente.