• Articolo Roma, 25 gennaio 2013
  • Boraschi (Greenpeace): “È ora che il Governo si assuma la sua responsabilità”

    Recapitata agli italiani una “bolletta sporca”

  • Secondo la bolletta elaborata da Greenpeace, sulle spalle di Enel graverebbero quasi due miliardi di euro di costi per gli italiani e 461 morti premature ogni anno

(Rinnovabili.it) – Centomila i cittadini cui oggi Greenpeace ha fatto recapitare una “vera bolletta dell’Enel”, messa a punto dall’associazione ambientalista per dimostrare i costi economici e sanitari che implica la produzione elettrica a carbone. L’azione fa parte della campagna “Io non vi voto” ed è sostenuta da uno studio che l’associazione ha commissionato all’istituto di ricerca indipendente SOMO. Secondo i dati emersi, la stima dei danni che la produzione termoelettrica a carbone di Enel avrebbe provocato, in riferimento alle emissioni del 2009, sarebbe pari a 1,8 miliardi di euro e 366 morti premature l’anno, cui si aggiungerebbero 700 milioni di euro l’anno e 95 decessi imputabili alla realizzazione degli impianti a carbone di Porto Tolle e Rossano Calabro.

 

La “bolletta sporca” è arrivata anche nelle sedi dei partiti perché, come dichiarato dal responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, Andrea Boraschi, “Si parla molto della crisi economica che attanaglia il Paese, ma nessuno parla di un’azienda controllata in maggioranza dallo Stato, che con il carbone provoca all’Italia quasi 2 miliardi di danni ogni anno”. Da qui la richiesta che l’associazione ha avanzato al Governo di assumersi responsabilità: “Noi chiediamo – ha aggiunto Boraschi – che il prossimo esecutivo azzeri i vertici attuali, già responsabili del piano nucleare, e cambi radicalmente la rotta dell’azienda”.