• Articolo Reykjavik, 13 settembre 2016
  • Idroelettrico e geotermia forniscono già il 100% dell’energia cittadina

    Stop all’urbanizzazione ed eco-trasporti: Reykjavik sarà a zero CO2

  • La capitale islandese progetta la strategia per divenire carbon neutral entro il 2040, eliminando le ultime fonti di gas serra. trasporti e rifiuti

Stop all’urbanizzazione ed eco-trasporti: Reykjavik sarà a zero CO2

 

(Rinnovabili.it) – Quando dice di voler annullare le proprie emissioni di gas serra, Reykjavík fa sul serio. Entro i prossimi 24 anni, la capitale islandese taglierà completamente le principali fonti di CO2 cittadina assicurandosi l’etichetta di “100% carbon neutral” e trasformandosi in un modello urbano di resilienza climatica.

 

Troppo ambizioso? Non per Reykjavík. La città ha gioco facile quando si tratta di sostenibilità: già oggi tutte le sue abitazioni sono alimentate grazie alle fonti rinnovabili. Nel paese dei fiumi e dei vulcani, idroelettrico e geotermia rispondo completamente alle necessità energetiche domestiche e nella capitale assicurano agli abitanti la più bassa impronta di carbonio mai registrata nei Paesi sviluppati, ossia solo 2,8 tonnellate di CO2 pro capite.

 

Va da sé che, oggi, la principale fonte di emissioni urbane è rappresentata dai trasporti cittadini. E sarà proprio la mobilità uno dei principali target del Piano climatico di Reykjavik, presentato in questi giorni dal sindaco Dagur Eggertsson. Lo scopo è quello di aumentare progressivamente la percentuale di trasporto pubblico e mobilità dolce, integrando mezzi elettrici e ampliando la rete di ricarica. Entro il 2040, l’amministrazione comunale intende garantire la presenza di veicoli alimentati elusivamente da energia pulita, sia sul fronte pubblico che su quello privato.

 

“Le città svolgono un ruolo chiave nella lotta contro il cambiamento climatico. Possono reagire rapidamente … e sono spesso portatrici di progressi di quanto non lo siano i governi a livello mondiale”, ha dichiarato Eggertsson nella prefazione al rapporto.

 

La città ha anche in programma di frenare l’urbanizzazione: il 90% di tutte le nuove unità residenziali sarà all’interno dei confini dell’attuale area urbana per aumentare la fruibilità dei servizi pubblici e ridurre le esigenze di spostamento. Sarà sviluppato, inoltre, un piano di piantumazione alberi affidato a scuole e imprese cittadine, per due zone della città – Geldinganes e Kjalarnes – al fine, tra le altre cose, di aumentare la schermatura del vento e compensare le emissioni. Il progetto comprenderà anche interventi dedicati alla resilienza climatica per aumentare la risposta della città ai fenomeni climatici estremi come le alluvioni. Un biodigestore cittadino completerà il quadro, e sarà attivo fin dal 2018 per trasformare i rifiuti organici di Reykjavik in energia.

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