• Articolo Bologna, 5 ottobre 2015
  • Verso il riciclo al 70%, l’Emilia Romagna dichiara guerra ai rifiuti

  • Varata la nuova Legge sulla gestione rifiuti. Si apre la corsia preferenziale verso un’economia circolare regionale

Verso il riciclo al 70%, l'Emilia Romagna dichiara guerra ai rifiuti

 

(Rinnovabili.it) – Aumento della raccolta differenziata al 73%, riduzione dei rifiuti urbani pro-capite del 25% e incremento riciclo a quota 70%. Questi gli obiettivi dell’Emilia Romagna che entra nel vivo di una nuova Era di circular economy varando un’ambiziosa legge regionale per la gestione dei rifiuti. “Grazie a questa Legge, costruita con un ruolo determinante della società regionale e di Consigli comunali e provinciali – ha commentato l’assessore regionale alle Politiche ambientali, Paola Gazzolo -, l’attenzione si sposta sulla parte a monte del filiera del rifiuto e non quella terminale, affrontando i temi del contrasto allo spreco, della riduzione del rifiuto, della raccolta e dell’industrializzazione del riciclo, del passaggio a un’economia circolare in cui il rifiuto diventa realmente risorsa”.

 

La transizione green avviata dal territorio definisce target importanti e gli strumenti necessari per raggiungerli, rispettando come principio di fondo quello di “premiare l’efficienza e disincentivare gli sprechi inutili”. E per far ciò individua misure quali la tariffazione puntuale, termine usato per indicare un’equità contributiva: si pagherà in relazione all’effettivo servizio erogato e non in base ai metri quadri o al numero dei componenti della famiglia, e responsabilizzazione dei cittadini attraverso l’applicazione del principio «chi inquina paga».

 

A ciò si aggiungono precisi eco-incentivi per i più virtuosi e aumenti della tassazione – con un primo step al 2017 e uno successivo al 2020 – per chi invece continuerà a ricorrere alla discarica.
Nel primo caso la legge prevede la costituzione presso l’Atersir di un fondo a sostegno delle gestioni meritorie, relativamente agli utenti dei comuni che abbiano raggiunto una determinata quantità pro capite di produzione di rifiuto urbano non inviato a riciclaggio, e a sostegno della trasformazione del servizio con modelli innovativi di raccolta tesi a incrementare i rifiuti da destinare a riciclaggio nonché per la realizzazione dei centri comunali per il riuso.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini: “Questa Legge è per noi un impegno concreto, un contributo tra i più avanzati del Paese in quest’ambito che proviene da una regione, la nostra, tra le pochissime in Italia a non essere mai andata in emergenza rifiuti grazie a politiche serie. Ora, il nostro futuro parla di superamento della maggior parte delle discariche nel 2020, come chiede l’Unione europea, di politiche che permettano di raggiungere risultati inediti in termini di qualità della vita e dell’ambiente. Virtuosità che nel 2020 ci porteranno anche a cominciare a spegnere qualche inceneritore”.

2 Commenti

  1. massimo manetti
    Posted ottobre 6, 2015 at 12:33 pm

    Di fronte a queste nuove tendenze di accellerazione verso la raccolta differenziata, che senso ha la scelta del Governo Renzi di costruire 12 nuovi inceneritori ?

  2. Claudio Fiori
    Posted ottobre 6, 2015 at 4:28 pm

    Ha pienamente ragione Massimo Manetti NON ha senso incentivare per decreto nuovi inceneritori che oltre a tutti i danni che sappiamo, ci costeranno anche in infrazioni inflitteci dall ‘U.E.

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