• Articolo Bruxelles, 8 ottobre 2019
  • EU, 8 Paesi chiedono una maggiore riduzione delle emissioni entro il 2030

  • Danimarca, Francia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia chiedono di aumentare l’impegno al 55% ma la Germania non firma. Greenpeace accusa: “protegge i piani delle case automobilistiche”

 

 

Otto Stati membri inviano al Commissario Timmermans una lettera per spronare l’esecutivo ad aumentare la riduzione delle emissioni comunitarie

(Rinnovabili.it) – I ministri dell’ambiente di otto Paesi membri hanno firmato ed inviato una lettera al Vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans per chiedere d’innalzare l’obiettivo 2030 di riduzione delle emissioni dal 40% al 55%. “L’Unione Europea – si legge nella missiva firmata da Danimarca, Francia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia – deve impegnarsi, entro la fine dell’anno, a migliorare sostanzialmente le proprie ambizioni climatiche”. “L’UE – continuano i ministri – dovrebbe pertanto impegnarsi ad innalzare al 55% l’obiettivo fissato per il 2030 di riduzione delle emissioni e raggiungere in tal modo la neutralità climatica entro il 2050, in linea con l’obiettivo di 1,5 °C dell’accordo di Parigi”.

 

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Pur riconoscendone gli immediati “costi economici e sociali”, i ministri firmatari chiedono “misure audaci” da prendere in “tutti i settori dell’economia”, evidenziando i “benefici per la crescita economica, l’occupazione, la qualità della vita, la salute pubblica e la biodiversità” che ne deriverebbero.

Un messaggio chiaro, specialmente per la Germania, la cui industria, basata in particolare sul settore automobilistico, è stata tra le più lente ad adattarsi alla transizione energetica ed il cui atteggiamento, definito troppo “morbido” verso i paesi più riluttanti alla transizione – tra cui spiccano in prima fila Repubblica Ceca e Polonia – sta di fatto impedendo la definizione di obiettivi concreti e comuni.

 

La cospicua assenza della Germania dall’elenco dei firmatari non passerà inosservata ai quasi 1,5 milioni che la scorsa settimana sono scesi in piazza in tutto il paese chiedendo azioni per il clima“, ha dichiarato Sebastian Mang, consulente per le politiche climatiche di Greenpeace UE. “Molti sono già arrabbiati con i deboli piani della Merkel per ridurre le emissioni a livello nazionale. Ora è chiaro a tutti che la sua cosiddetta leadership climatica è poco più che una foglia di fico necessaria a proteggere la propria industria e i piani delle case automobilistiche tedesche. Ancora una volta, la sua mancanza di convinzione sta trattenendo l’intera Europa”.

 

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