• Articolo Roma, 22 maggio 2012
  • Miglioramenti al Sud, più contenuto nella produzione dei rifiuti e più bravo a differenziare

    Rifiuti: il rapporto dell’ISTAT

  • Nel suo Rapporto annuale, l’Istituto Nazionale di Statistica rileva la situazione dei rifiuti in Italia, con quantità prodotte, quote che finiscono in discarica e (ancora poca) raccolta differenziata

(Rinnovabili.it) – Qual è la situazione dei rifiuti in Italia? Di sicuro poco rosea, soprattutto se confrontata con il resto d’Europa. Questo è quello che emerge dalla fotografia scattata dall’ISTAT nel Rapporto annuale, un documento in cui vengono analizzate le condizioni e le prospettive del Paese, giunto alla sua ventesima edizione.

Dai dati, infatti, emerge che, sul piano della produzione annuale dei rifiuti pro capite, il nostro Paese registra ben 533 kg/abitante all’anno, superando di ben 23 kg la media europea; il contesto, poi, nelle varie zone d’Italia è ben diverso, con il Centro che registra valori superiori alla media nazionale (circa 600 kg pro capite) e il Sud, invece, più contenuto nella produzione dei rifiuti (485 kg pro capite).

A calare di 4 punti percentuali (dal 2008 al 2009) è la quantità di spazzatura che finisce in discarica e, se da una parte il Rapporto sottolinea alcune best practice, dall’altra riporta la situazione di alcune Regioni (Sicilia, Liguria e Lazio) che continuano a registrare quote superiori all’80%. Nel primo caso, infatti, emergono la Sardegna, l’unica ad aver ottemperato la direttiva comunitaria limitando a 230 i kg di rifiuti pro capite smaltiti in discarica, e la Lombardia, che getta in discarica solo 34 kg di rifiuti per abitante; nel secondo caso, invece, la situazione più allarmante è in Sicilia, con 456 kg di rifiuti per abitante che finiscono in discarica.

Sul piano della raccolta differenziata, le stime del Rapporto parlano di un servizio che nel 2010 “è presente in tutti i capoluoghi, con percentuali di raccolta superiori al 40% al Nord, del 28% al Centro, del 21,3% al Sud e del 15% nelle isole”. Ma i miglioramenti più consistenti sono stati registrati nel Mezzogiorno, con picchi degni di nota ad Avellino, Benevento e in molti capoluoghi della Sardegna.