• Articolo Nerva, 15 dicembre 2011
  • L’inchiesta che si è aperta non sembra aver fatto luce sulla vicenda

    Rifiuti illegali made in Italy: l’azione di Greenpeace

  • Un’azione pacifica per denunciare il sospetto scarico di rifiuti tossici, non pre-trattati secondo quanto previsto dall’UE, dall’Italia alla Spagna

(Rinnovabili.it) – Un enorme segnale di pericolo, esteso per circa 400 metri quadrati con su scritto “rifiuti illegali made in Italy”. È quanto è possibile vedere dall’alto nell’area della discarica di rifiuti tossici di Nerva, in Andalusia, ed è l’azione pacifica che gli attivisti di Greenpeace hanno messo in atto per denunciare la spedizione sospetta di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici italiani, provenienti dalla bonifica della ex Sisal di Pioltello-Rodano. Le 25.000 tonnellate di rifiuti pericolosi spediti alla discarica di Nerva avrebbero dovuto subire il trattamento chimico-fisico inertizzante previsto dall’Unione Europea prima della spedizione. Secondo quanto documentato dall’associazione ambientalista, invece, almeno uno dei container spediti dall’Italia ha scaricato rifiuti non stabilizzati, fatto di cui ne sono a conoscenza non solo il governo italiano e quello spagnolo, ma anche la Commissione europea. Si è aperta un’inchiesta, ma non sembra ci siano stati tentativi per chiarire la questione, anzi per Greenpeace sembra che si sia preferito chiudere gli occhi. “Nessuna delle autorità coinvolte ha voluto verificare seriamente la sequenza di errori e irregolarità legati a questo impianto”. Questa la denuncia della responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Spagna, Sara del Rio, a cui si aggiunge anche l’appello della responsabile della Campagna per Greenpeace Italia, Federica Ferrario: “Chiediamo alle autorità competenti di far finalmente luce sulla vicenda e a chi ha sbagliato di assumersi le proprie responsabilità e porvi rimedio”.