• Articolo Bruxelles, 27 settembre 2012
  • L'europa

    Rifiuti: l’Europa richiama Grecia e Svezia

  • Una discarica in un Parco Marino e il mancato recepimento di parte delle direttiva sui rifiuti elettronici hanno spinto la Commissione a richiamare rispettivamente Grecia e Svezia

(Rinnovabili.it) – Rifiuti elettronici e discariche al centro di due reclami che stamane la Commissione europea ha indirizzato rispettivamente di Svezia e Grecia.

A causa di una discarica presente in un’area protetta dell’isola di Zante, che viola la normativa europea in fatto di rifiuti e costituisce un pericolo per la salute di ambiente e popolazione, l’Ue ha deciso di portare la Grecia davanti alla Corte di Giustizia. Analizzando la situazione il Commissario Potočnik ha dichiarato: “Mentre ci muoviamo verso una società del riciclaggio, il conferimento in discarica deve essere l’ultima risorsa e quando si utilizza la discarica, non può andare a scapito della salute umana o dell’ambiente. Perché dovremmo essere ricordati come una generazione che ha rovinato l’ambiente, e non una che l’ha conservato per i nostri figli?”.

Simile la condizione della Svezia, richiamata dall’Eu per non aver adeguatamente recepito la normativa in materia di rifiuti elettronici.

“Gli e-waste sono una risorsa cruciale per il futuro dell’Europa. Per questo abbiamo bisogno di una legislazione forte in questo campo, e abbiamo bisogno di applicarla in tutta l’Unione. E’ la base per un settore promettente in cui l’Europa può dare l’esempio… “.

La Commissione già del 2007 inviò una procedura d’infrazione alla Svezia per non aver correttamente recepito una serie di disposizioni della direttiva RAEE, compreso l’allegato III della direttiva, che fissa i requisiti tecnici per i siti di stoccaggio e trattamento dei RAEE. Spesso tossici i rifiuti elettronici devono infatti essere stoccati e trattati secondo precise regole. Di contro la nazione avvisò che avrebbe modificato il comportamento e modificato la normativa nazionale rendendola conferma a quella europea. Ad oggi nessun avviso è pervenuto all’Europa che per questo ha deciso di avviare le procedure di richiamo.