• Articolo Roma, 16 aprile 2012
  • Rinnovabili elettriche, niente più segreti

  • Il ministero dello Sviluppo ha pubblicato venerdì sera lo schema del Decreto “Rinnovabili Elettriche”, ora in mano alla Conferenza Stato-Regioni ed all’Autorità per l’Energia e il Gas

E’ stato necessario aspettare la notte di venerdì, ma finalmente il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato sul proprio sito web il testo ufficiale del Decreto Rinnovabili Elettriche. Testo che nella sua forma attuale – si devono ora pronunciare Conferenza Stato-Regioni e Autorità per l’Energia e il Gas – non contiene sorprese rispetto a quanto già circolato in questi mesi d’attesa. Il provvedimento ha la finalità di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non fotovoltaiche in misura adeguata al perseguimento dei relativi obiettivi, stabiliti nel PAN, attraverso la definizione di incentivi e modalità di accesso semplici e stabili, “che promuovano l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità degli oneri di incentivazione”.

LE NOVITA’ PER IL SOLARE TERMODINAMICO Accanto alle novità già esplicitate, il decreto introduce una serie di modifiche riguardanti gli impianti solari termodinamici che entrano in esercizio successivamente al 31 dicembre  2012, a partire da una riduzione della tariffa incentivante del 5% per l’anno 2014 e di un ulteriore 10% per l’anno 2015; con successivo decreto del Ministro dello Sviluppo, di concerto con quello dell’Ambiente, possono, inoltre, essere adottati provvedimenti per l’incentivazione di impianti solari termodinamici di piccola e media taglia, anche alla luce di eventuali risultati derivanti dal monitoraggio di realizzazioni finanziate con specifici programmi per la ricerca o lo sviluppo industriale su tali applicazioni.

PREMI PER APPLICAZIONI E TECNOLOGIE AVANZATE Introdotte anche nuove premialità come quelle per gli impianti geotermici, i cui incentivi sono incrementati di 30 euro/MWh nel caso di totale reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza e comunque con emissioni nulle e nel caso in cui i primi 10 MW vengano realizzati e messi in esercizio su nuove aree oggetto di ciascuna concessione di coltivazione sulle quali non preesistevano precedenti impianti geotermici. Un incremento di 30 euro/MWh è previsto anche nel caso di impianti alimentati da biogas operanti in regime di cogenerazione ad alto rendimento che prevedano il recupero dell’azoto dalle sostanze trattate con la finalità di produrre concimi.

In alternativa, per le istallazioni alimentate a biogas – con una potenza fino a 600 kW – anche non operanti  in regime di cogenerazione ad alto rendimento, è previsto un premio di 15 €/MWh nel caso in cui la rimozione dell’azoto sia pari al 40%.

IL NO DI CONFAGRICOLTURA Lo schema di decreto rischia “di soffocare lo sviluppo delle agroenergie”. Questo il parere di Confagricoltura sul nuovo regime di incentivazione. La confederazione, affiancandosi a tutte le voci critiche che stanno accogliendo in questi giorni i nuovi provvedimenti governativi, ci tiene a sottolineare come si ”introducano in alcuni casi misure così restrittive che la cura potrebbe rivelarsi peggiore della malattia. I decreti – commenta l’Organizzazione agricola – nel raggiungere questi obiettivi, oltre a dimenticarsi di tutti i benefici ambientali, economici e sociali prodotti dalle rinnovabili, sembrano avere come unico obiettivo la drastica riduzione degli incentivi e l’introduzione di una serie di ostacoli burocratici”.