• Articolo Berlino, 31 agosto 2012
  • Per il 2015 l’UE deve guardare alla definizione di Sustainable Development Goals

    Rio+20: il futuro che il SWP non vuole

  • Nel documento diffuso dall’Institute of International and Security Affairs tedesco i negoziati di Rio sono accusati di essere stati poco ambiziosi e lungimiranti

(Rinnovabili.it) – Un compromesso troppo vago e poco lungimirante, dal quale l’Unione Europea dovrebbe aver imparato la lezione. Il German Institute of International and Security Affairs (SWP) non usa mezzi termini nel commentare i risultati di Rio+20, una conferenza il cui accordo finale avrebbe solo in minima parte raggiunto un denominatore comune a tutti gli Stati in materia di sostenibilità internazionale. Secondo l’Istituto, il documento finale “The future we want” ha risposto alla maggior parte delle esigenze dei Paesi in Via di Sviluppo ed Emergenti, riuniti nel Gruppo dei 77 (G77), e lasciato più insoddisfatti i Paesi dell’Unione Europea.

Nel documento diffuso dal SWP, infatti, viene spiegato come il Brasile sia riuscito a mantenere praticamente inalterata la bozza di accordo proposta prima che iniziassero i negoziati, nonostante i Paesi europei avessero sottolineato la mancanza di una visione a lungo termine e la definizione di misure piuttosto approssimative nella lotta ai cambiamenti climatici. Per i prossimi negoziati, dunque, l’Europa dovrà essere pronta ad operare con i giusti strumenti per superare gli scarsi risultati raggiunti quest’anno a Rio. L’obiettivo sarà quello di individuare i cosiddetti Sustainable Development Goals (SDG) per il 2015, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.