• Articolo Londra, 29 luglio 2016
  • Lo studio di un team di scienziati di UK, Italia e Australia

    Riscaldamento globale: la bolla nel ghiaccio spiega perché dobbiamo agire subito

  • Il “budget” di CO2 antropica che possiamo emettere è minore, perché la reazione della Terra è più ampia di quanto ipotizzato finora

Riscaldamento globale: la bolla nel ghiaccio spiega perché dobbiamo agire subito

 

(Rinnovabili.it) – Una nuova analisi delle bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio dell’Antartide indica che più aumenterà il riscaldamento globale, più il terreno e le piante rilasceranno CO2 in atmosfera. Lo studio, appena pubblicato su Nature Geoscience e condotto da un team di scienziati italiani, britannici e australiani, si è focalizzato sulla “memoria” che i ghiacci del Law Dome, nella parte orientale dell’Antartide, conservano della composizione dell’aria anche di decine e decine di migliaia di anni fa. Comprendere in modo più accurato il rapporto tra l’aumento globale delle temperature e la risposta che la Terra dà in termini di CO2 emessa è fondamentale per stabilire gli effetti reali della CO2 di origine antropica, e quindi per sviluppare politiche sul clima coerenti e adeguate.

I risultati della ricerca non sono affatto incoraggianti, da questo punto di vista. Infatti lo studio sostiene che per ogni grado centigrado di aumento della temperatura globale, la biosfera terrestre reagisce aumentando la concentrazione di CO2 in atmosfera di 20 parti per milione (ppm). Di recente è stato accertato che i livelli attuali hanno superato la soglia psicologica di 400 ppm e non sono destinati a scendere al di sotto per molto tempo.

 

Gli scienziati hanno analizzato le bolle d’aria intrappolate nei ghiacci risalenti alla Piccola Era Glaciale, un periodo che precede la moderna età industriale e va all’incirca dal 1500 al 1750. In quei secoli la temperatura globale calò, e con essa i livelli di CO2. Per stabilire una correlazione forte tra questi due valori, il team ha studiato anche i valori di solfuro di carbonile (COS), riuscendo così a eliminare altri possibili fattori per il crollo delle temperature. Tra questi, figurava la diminuzione dell’allevamento causa epidemie globali e conseguente ricrescita della vegetazione, che si ipotizzava potesse aver contribuito in modo importante ad assorbire la CO2.

Cosa significa questo meccanismo di feedback per il riscaldamento globale attuale? Significa che abbiamo meno margine di quanto pensavamo per rispettare l’obiettivo dei +2°C rispetto ai livelli pre-industriali. Il nostro “budget” di CO2 antropica che possiamo emettere è minore, perché la reazione della Terra è più ampia di quanto ipotizzato finora.

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