• Articolo Roma, 24 settembre 2018
  • Riscaldamento globale: città europee sempre più calde

  • Dall’indagine condotta dall’European Data Journalism Network emerge quanto nel XXI secolo tutte le principali città europee siano più calde rispetto a quanto rilevato nel XX secolo

Riscaldamento globale: città europee sempre più calde

 

Regioni subartiche, Andalusia e Romania meridionale le più colpite dal riscaldamento globale

 

(Rinnovabili.it) – Aspettativa di vita, salute e benessere degli europei influenzati dal riscaldamento globale. Dall’indagine condotta dall’European Data Journalism Network (EDJNet), emerge quanto nel XXI secolo tutte le principali città europee siano più calde rispetto alla situazione fotografata nel XX secolo. Nonostante quanto concordato nel 2015 dai 195 membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, di limitare cioè l’aumento della temperatura a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali, ad oggi molte città europee avrebbero già raggiunto la soglia limite, soprattutto  nelle regioni nordiche e baltiche, in gran parte dell’Andalusia e nella Romania Sud-orientale. Una lista di 558 città europee quella stilata dall’EDJNet, che si apre con la svedese Kiruna, più calda di 3,4 °C, e si chiude con un “pari merito” tra la portoghese Ponta Delgada e le irlandesi Galway e Limerick, le cui temperature sono praticamente rimaste invariate dal secolo scorso (sono tutte e 3 rispettivamente più calde di 0,1 °C).

 

Nella lista, la prima città italiana a comparire al 18esimo posto è Belluno, che con un aumento delle temperature di 2 °C si è aggiudicata il primato di città italiana maggiormente colpita dal riscaldamento globale. Filtrando la lista invece per grandi città, le italiane che se la passerebbero peggio sarebbero Milano e Genova, entrambe più calde di 1,2 °C. Meno sensibili al cambiamento climatico invece, Napoli (al 51esimo posto con + 0,7 °C) e Palermo (54esima con + 0,6 °C), insieme a Cagliari, Gela e Siracusa, tutte più calde di 0,3 °C.

 

Anche se limitato a un paio di gradi o meno, l’aumento della temperatura può avere gravi conseguenze. Come spiegato da Mojca Dolinar, capo del dipartimento di climatologia presso l’Agenzia slovena per l’ambiente, un’atmosfera più calda può assorbire più acqua prima di rilasciarla sotto forma di pioggia; ciò implica che i periodi tra episodi piovosi si allunghino e la siccità diventi più grave. Le temperature più elevate, in particolare le ondate di calore, sono responsabili di diverse migliaia di morti dal 2000; l’ondata di caldo del 2003, per esempio, ha provocato oltre 70.000 morti extra nella metà occidentale del continente. E poi ancora. Secondo quanto riportato nell’indagine dell’EDJNet, con l’aumento della temperatura gli alunni avrebbero prestazioni meno buone, soprattutto in matematica, mentre andrebbero ad aumentare i casi di crimine violento. Anche il trasporto su strada e su rotaia è influenzato dall’aumento delle temperature: nel primo caso, l’asfalto si ammorbidisce fino al punto che alcune di esse devono essere chiuse durante giornate particolarmente calde; il transito ferroviario all’interno delle città, invece, può soffrire di cedimenti delle ferrovie quando il metallo della ferrovia si espande e diventa instabile, comportando ritardi e deragliamenti. Ma nonostante l’ampia gamma di effetti che le temperature più elevate hanno avuto sulle città europee, è difficile vedere, scrivono gli autori dell’indagine, sforzi di adattamento concreti e attuati localmente.

Un Commento

  1. Leandro
    Posted settembre 26, 2018 at 4:09 pm

    Le problematiche relative al cambiamento climatico, al surriscaldamento, sembrano non avere i requisiti giusti per un reale coinvolgimento ed interesse da parte di molte persone e, ancora di meno, dei governi delle nazioni, di chi può e deve prendere decisioni. Eppure il riscaldamento eccessivo è un fenomeno tangibile che avvertiamo sempre più di frequente specie in estate. Le città sono isole di calore, lo sentiamo sulla nostra pelle, con tutte le conseguenze negative che ne deriva ed è abbastanza logico che la causa principale di ciò provenga dalle molteplici fonti inquinanti racchiuse in una superficie ristretta quale quella di un agglomerato urbano. Ma delle vere, rapide prese di posizione per fronteggiare o tentare di contenere questo fenomeno, se ne vedono poche.
    Secondo alcuni studiosi sembra che siamo ormai prossimi ad un punto di non ritorno, quando qualsiasi provvedimento diventerà inutile. Spero solo che la sensibilizzazione rispetto a questo problema porti alla realizzazione di importanti, reali soluzioni al più presto prima che sia veramente troppo tardi.

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