• Articolo Trier, 22 febbraio 2016
  • La ricerca della Trier University

    Riscaldamento globale, diesel peggio del petrolio

  • La politica Ue di incentivazione ventennale del diesel avrebbe avvelenato i cittadini ancora più del petrolio, peggiorando il riscaldamento globale

Riscaldamento globale, diesel peggio del petrolio

 

(Rinnovabili.it) – Sebbene siano stati fino ad oggi uno dei pilastri della politica europea contro il riscaldamento globale, i motori diesel non hanno migliorato affatto la situazione, anzi. Secondo un nuovo rapporto  del professor Erckard Helmers (Trier University), potrebbero inquinare più di quelli a benzina.

Una delle sostanze più climalteranti è il cosiddetto black carbon. Si tratta di piccole particelle carboniose che derivano dalla combustione incompleta di fonti fossili e biomasse. I principali responsabili di inquinamento da black carbon sono, udite udite, la legna e le auto diesel.

Le emissioni allo scarico di tali particelle, evidenzia il documento, potrebbero essere più alte del 25-50% rispetto alle stime Ue per le auto prodotte prima del 2005. L’analisi quantifica in 20 mila unità le auto che, dal 1990, possono aver prodotto 40-80 g di CO2 equivalente per chilometro oltre i limiti dichiarati dall’esecutivo europeo.

Sebbene i motori diesel realizzati dopo il 2005 siano stati tutti dotati di filtri antiparticolato, lo studio di Helmers cita una ricerca francese da cui si evince che il 75% dei dispositivi testati non funzionavano correttamente.

 

Riscaldamento globale, diesel peggio del petrolio 2Alcuni scienziati del clima credono che il black carbon sia il secondo più potente gas a serra dopo l’anidride carbonica. Se viene spinto verso le regioni polari, può anche ridurre l’albedo di neve e ghiaccio, impedendo loro di riflettere la luce del sole e contribuendo così ad un aumento del global warming.

«Le automobili diesel stanno intensificando il riscaldamento globale invece di mitigarlo – ha detto Helmers – La politica europea ha prodotto il risultato opposto a quello che auspicava, e ha esposto la sua popolazione a una quantità di sostanze inquinanti superiore al necessario».

Negli anni ’90, l’Unione ha utilizzato la leva fiscale per avvantaggiare il gasolio, ma avrebbe potuto seguire le orme del Giappone, che ha iniziato ad investire 20 anni fa in motori ibridi e oggi le sue auto inquinano il 20% in meno delle europee.

La Commissione europea ha rifiutato di commentare, mentre l’industria automobilistica ha sostenuto che le auto diesel emettono il 15% di CO2/km in meno delle cugine a benzina.

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