• Articolo Londra, 5 aprile 2016
  • Lo studio della London School of Economics

    Il riscaldamento globale minaccia l’economia del pianeta

  • Trilioni di investimenti in tutto il mondo potrebbero essere distrutti dal riscaldamento globale. Anche rispettando l’accordo di Parigi

Il riscaldamento globale minaccia l'economia del pianeta

 

(Rinnovabili.it) – Quanto ci costa il riscaldamento globale? Se lo sono chiesto tre ricercatori della London School of Economics (LSE), che in un nuovo paper pubblicato sulla rivista Nature Climate Change quantificano in 2,5 trilioni di dollari gli asset messi in pericolo dall’aumento delle temperature planetarie. Si tratterebbe di circa il 2% delle attività finanziarie mondiali, che sarebbero distrutti da un aumento di soli 2,5 °C entro il 2100 rispetto ai livelli preindustriali. Un simile riscaldamento potrebbe essere raggiunto già entro la metà del secolo, se non verrà posto rimedio immediato alle politiche energetiche sconsiderate in vigore fino ad oggi.

Le perdite sarebbero state causate dalla distruzione provocata da eventi meteorologici sempre più estremi, così come da una riduzione degli utili a disposizione delle persone colpite dal cambiamento climatico.

 

Il riscaldamento globale minaccia l'economia del pianeta 3Gli impatti a lungo termine sugli asset potrebbero essere ben più pesanti. Secondo i ricercatori, vi è una piccolissima possibilità – l’1% – che il climate change investa una porzione pari al 17% delle attività finanziarie, cioè 24 trilioni di dollari. Nel malaugurato caso in cui accadesse il peggio, un simile colpo potrebbe far crollare l’economia mondiale.

Ma anche se i leader globali riusciranno a intraprendere un percorso condiviso per mantenere l’aumento di temperatura entro i 2 °C da qui al 2100, i trilioni gettati nel cestino sarebbero pochi di meno (in tutto 1,7), con l’1% di probabilità di perderne 13,2. Lo studio ha dunque messo in risalto la sensatezza di una azione volta a contenere il global warming sotto i limiti di guardia dei 2 °C (per molti già obsoleto e non cautelativo) concordato tra le 196 parti dell’UNFCCC. In questo scenario, il valore delle attività finanziarie distrutte sarebbe di 315 miliardi più basso, anche con i costi di riduzione delle emissioni inclusi nel calcolo.

Gli esperti della LSE affermano che «la nostra ricerca dimostra i rischi del cambiamento climatico per i rendimenti degli investimenti a lungo termine, e mostra perché tutti gli investitori di lungo termine, come i fondi pensione, dovrebbero ritenerla una questione importante».

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