• Articolo New York, 14 marzo 2017
  • Riscaldamento globale: processo Exxon, spuntano email compromettenti

  • Sotto accusa Rex Tillerson, ex ad della compagnia ora segretario di Stato Usa: usava un indirizzo email anonimo per discutere di cambiamenti climatici e global warming

Riscaldamento globale: processo Exxon, spuntano email compromettenti

 

(Rinnovabili.it) – Mentre la nuova guida dell’EPA Scott Pruitt, protegé di Trump e fervente negazionista del clima, è impegnato ad annunciare urbi et orbi che la CO2 non causa il riscaldamento globale, il segretario di Stato Rex Tillerson viene trascinato sempre più a fondo nel processo Exxon. E, come da qualche tempo a questa parte è la norma nella politica statunitense, il problema ruota attorno alle email.

Riscaldamento globale: processo Exxon, spuntano email compromettenti

Rex Tillerson, ex ad di Exxon e ora segretario di Stato Usa

Exxon Mobil è stata chiamata alla sbarra a fine 2015 con l’accusa d’aver mentito sugli effetti dei cambiamenti climatici sia all’opinione pubblica che ai propri finanziatori, dissimulando i rischi a cui il business aziendale sarebbe andato incontro. Già due anni fa il procuratore aveva richiesto nel suo mandato di comparizione un’ampia documentazione finanziaria, tra cui e-mail e altro materiale. Richieste cui il big del petrolio si è ripetutamente sottratto. Almeno fino allo scorso gennaio, quando un giudice del Massachusetts ha rigettato il tentativo della compagnia di opporsi alle richieste del procuratore e l’ha obbligata ad aprire i suoi archivi e mostrare 40 anni di documenti e ricerche sul climate change.
Così il materiale ha cominciato a finire in mano agli inquirenti. Ed è arrivato un colpo di scena. L’ex ad di Exxon Rex Tillerson, tra il 2008 e il 2015, ha usato un indirizzo email alternativo, intestato al nome fittizio di “Wayne Tracker”, per ricevere e comunicare informazioni legate a riscaldamento globale e cambiamenti climatici con altri membri di Exxon. Il procuratore generale di New York Eric Schneiderman adesso pretende di sapere dalla compagnia perché l’identità dietro quell’indirizzo è stata tenuta nascosta e se Tillerson ne usava degli altri. Non sono stati forniti dettagli aggiuntivi sul contenuto delle mail, che Exxon aveva tenuto per sé mentre consegnava agli inquirenti qualcosa come 2,5 milioni di pagine di documenti. Tra questi, circa 60 inviati o ricevuti da Tillerson sono già in possesso delle autorità.

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