• Articolo Corvallis, 9 febbraio 2016
  • I risultati di una ricerca internazionale

    Il riscaldamento globale avrà impatti per i prossimi 2 mila anni

  • Anche se manterremo il riscaldamento globale entro i 2 °C, il mare si alzerà talmente tanto da costringere a migrare il 20% della popolazione mondiale

Il riscaldamento globale avrà impatti per i prossimi 2 mila anni

 

(Rinnovabili.it) – Gli effetti del riscaldamento globale sono ormai evidenti a tutti e lo saranno in maniera sempre più palese. Tuttavia, ci preoccupiamo in maniera minore della durata di tali effetti. Una ricerca pubblicata su Nature Climate Change mette in prospettiva la questione del cambiamento climatico, con risultati inquietanti. Un team di scienziati guidato da Peter Clark, dell’Università dell’Oregon (membro dell’IPCC), ha infatti chiarito che l’innalzamento del livello dei mari proseguirà, costante, oltre il 2100. Un fatto in sé anche scontato, e però spesso non adeguatamente comunicato, perché tutte le principali analisi di scenario sui cambiamenti climatici fornite ai decisori politici si fermano a quella data.

Tuttavia, come afferma lo studio, le acque oceaniche saliranno di decine di metri nell’arco dei secoli. Questo significa che verranno sommerse terre e isole, e i contorni dei continenti che oggi osserviamo sulle cartine geografiche cambieranno drasticamente. Il 20% della popolazione mondiale sarà costretta a migrare.

 

Il riscaldamento globale avrà impatti per i prossimi 2 mila anni 2«Gran parte della CO2 che stiamo immettendo in atmosfera bruciando i combustibili fossili resterà nell’aria per i prossimi millenni – ha spiegato Peter Clark – Le persone devono capire che gli effetti del cambiamento climatico sul pianeta non andranno via, almeno per centinaia di generazioni».

In particolare, gli esperti hanno calcolato che anche nel migliore dei casi – e cioè quello in cui la politica riuscirà a contenere il riscaldamento globale entro i 2 °C al 2100 – entro i prossimi 2 mila anni gli oceani potrebbero salire di 25 metri. Il principale responsabile di questo aumento sarebbe lo scioglimento della calotta antartica. Sulle terre che saranno ricoperte d’acqua, vivranno circa 1,3 miliardi di persone. Le zone a rischio non sono soltanto le piccole isole del Pacifico: esse verranno inevitabilmente sommerse, forse anche nei prossimi decenni. Ma lo stesso destino toccherà, entro qualche secolo, anche a Londra, New York, Shanghai, Rio de Janeiro, Il Cairo, Calcutta, Jakarta, metropoli abitate da milioni di persone.

«Stiamo facendo scelte che influenzeranno i nipoti dei nostri nipoti e anche oltre – ha detto il professor Daniel Schrag, della Harvard University – Dobbiamo riflettere attentamente sull’impatto a lungo termine dei fenomeni che queste scelte stanno scatenando».

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