• Articolo Roma, 24 giugno 2019
  • Riscaldamento globale, la domanda energetica rischia d’aumentare del 58%

  • Entro il 2050, il cambiamento climatico, anche se moderato, porterà ad un aumento della domanda di energia. Lo studio condotto da Austria, Italia e USA

riscaldamento globale

 

Come il riscaldamento globale influenzerà i nostri consumi energetici

(Rinnovabili.it) – La futura domanda energetica è destinata ad aumentare anche a causa del riscaldamento globale: entro il 2050 l’impatto dei cambiamenti climatici potrebbe determinare un incremento di quasi il 60% rispetto alla situazione attuale. A spiegare la relazione fra uso dell’energia e global warming è oggi un nuovo studio internazionale pubblicato su Nature Communications (testo in inglese).

La pubblicazione della ricerca, curata  dall’International Institute for Applied Systems Analysis (Austria), dall’Università Ca’ Foscari Venezia e dal Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Italia) assieme alla Boston University (USA), arriva in momento particolare: per questa settimana infatti i meteorologi si aspettano un’ondata di calore intenso in Italia e, in generale, nell’Europa occidentale e centrale, con punte anche superiori ai 40°C. In questa situazione è facile prevedere come l’aumento delle temperature determinerà necessariamente un incremento dei consumi elettrici per il raffreddamento degli ambienti domestici e di lavoro. Per quello che gli esperti IEA definiscono un serpente che si morde la coda (più fa caldo, più si consuma energia, più aumentano le emissioni climalteranti in un sistema energetico non decarbonizzato), il gruppo di scienziati ha definito un modello previsionale. E i risultati sono tutt’altro che buoni.

 

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Rispetto a scenari in cui le variazioni nella domanda energetica sono legate solo al dato demografico e quello del reddito, i cambiamenti climatici porteranno entro metà del secolo ad un aumento compreso tra l’11 e il 27 per cento se il riscaldamento globale sarà modesto. In caso contrario l’aumento potrebbe essere compreso tra il 25 e il 58 per cento. “In linea generale – spiega Enrica De Cian, professoressa all’Università Ca ‘ Foscari Venezia e ricercatrice presso il CMCC – le nostre società si adegueranno al cambio delle temperature aumentando il raffreddamento degli ambienti durante le stagioni calde e diminuendo il riscaldamento durante le stagioni fredde”. “Questi cambiamenti nel condizionamento degli spazi avranno un impatto diretto sui sistemi energetici – continua De Cian -, dal momento che le imprese e le famiglie richiederanno meno gas naturale, petrolio ed elettricità per via delle minori esigenze di riscaldamento e viceversa più energia elettrica per soddisfare le maggiori esigenze di raffreddamento degli ambienti”.

 

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Gli scienziati hanno invece effettuato un’analisi globale utilizzando le proiezioni di temperatura di ben 21 modelli climatici e integrandole a quelle economiche e demografiche di cinque diversi scenari. Questa informazione è stata quindi inserita in un modello statistico per calcolare le variazioni della domanda per tre carburanti e quattro settori economici. È emerso così che, con molta probabilità a sperimentare i maggiori incrementi saranno vaste aree dei tropici, così come l’Europa meridionale, la Cina e gli Stati Uniti.

“Nel caso di rapida crescita demografica considerato da alcuni scenari del nostro studio, l’aumento della temperatura al 2050 potrebbe esporre mezzo miliardo di persone a più basso reddito in paesi del Medio Oriente e dell’Africa ad aumenti della domanda di energia del 25 per cento o più – aggiunge Bas van Ruijven, ricercatore presso IIASA. – I più poveri dovranno quindi confrontarsi non solo con sfide pecuniarie, ma anche con il maggiore rischio di malattie e di mortalità legate al calore, in particolare nelle aree con forniture di elettricità inaffidabili o dove mancano del tutto le connessioni alla rete”.

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