• Articolo Washington, 22 novembre 2016
  • Riscaldamento globale: al Polo Nord ci sono 20°C più del normale

  • Il 2017 si candida a diventare l’annus horribilis per l’Artico: le temperature sono 20°C sopra la media, il ghiaccio si sta assottigliando anche se siamo nel pieno della notte artica

Riscaldamento globale: al Polo Nord ci sono 20°C più del normale

 

(Rinnovabili.it) – Il Polo Nord scotta, anche durante la lunga notte artica. Le stazioni di rilevamento situate nell’Artico stanno registrando un caldo record con temperature di ben 20°C superiori alla media stagionale, mentre il mare continua ad essere 4°C più caldo del normale già da ottobre. Gli effetti del riscaldamento globale sono più che mai visibili, con numeri che mettono in allarme i ricercatori danesi e statunitensi che monitorano il clima artico.

“Mentre sulla maggior parte dell’oceano Artico ha fatto più caldo del normale di circa 20°C, abbiamo registrato un freddo anomalo dello stesso ordine di grandezza sull’Asia centro-settentrionale – osserva Jennifer Francis, ricercatrice della Rutgers University – E’ senza precedenti per il mese di novembre. Queste temperature sono letteralmente al di fuori dei grafici, rispetto alla norma per questo periodo dell’anno”.

 

Riscaldamento globale: al Polo Nord ci sono 20°C più del normaleL’Artico, uno degli ecosistemi più fragili della Terra e martoriato dal riscaldamento globale, continua a registrare record in negativo ormai da anni. Durante la stagione calda l’estensione della calotta polare aveva fatto segnare il minimo storico. Adesso, in una fase in cui la coltre di ghiaccio si ricostituisce, il Polo Nord è di nuovo al di sotto non solo della media stagionale per il periodo 1981-2010, ma anche più in basso degli ultimi quattro, caldissimi anni. E, soprattutto, sta battendo il 2012, l’anno peggiore di sempre.

Il timore degli scienziati è che nel 2017, quando il Polo Nord tornerà alla stagione calda, il ghiaccio arrivi a toccare un nuovo minimo storico. Già il 10 settembre le immagini satellitari raccolte e analizzate dall’istituto americano National Snow and Ice Data Center (NSIDC) avevano certificato che i ghiacci coprono soltanto 4,1 milioni di kmq, un dato che considerano molto vicino a quello del 2012, quando l’estensione aveva toccato i 3,4 mln di kmq, e alla pari con quello del 2007. A maggio l’NSIDC annunciava che il Polo Nord ha perso una superficie grande quanto l’intera Spagna nel giro di pochi anni. A marzo, quando il ghiaccio marino raggiunge la sua massima estensione annuale, mancavano all’appello più di 1 mln di kmq, a causa del riscaldamento globale che ha portato la colonnina di mercurio a segnare a Capodanno anche +4°C.

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