• Articolo Blacksburg, 29 maggio 2012
  • Un prototipo del Virginia Tech

    RoboJelly, la medusa robot che ripulisce le acque

  • Gli ingegneri del Virginia Tech hanno realizzato un robot in grado di simulare aspetto e movimenti reali delle meduse per il monitoraggio ambientale e per la sicurezza delle acque

(Rinnovabili.it) – Costruire in laboratorio una medusa robot ed amplificarne le capacità naturali di ripulire le acque di mari e oceani. E’ questo il succo del progetto dei ricercatori del Virginia Tech College of Engineering, che stanno lavorando alla realizzazione di un’idea del Naval Undersea Warfare Center e dell’Office of Naval Research statunitensi con l’obiettivo di ricostruire una medusa meccanica in grado di spostarsi in maniera autonoma nelle acque.

Studiando il meccanismo di propulsione tipico di questi animali, ha rivelato il ricercatore Shashank Priya, professore associato di ingegneria meccanica e scienze dei materiali e ingegneria al Virginia Tech, si cercherà di ottimizzarne il funzionamento al fine di utilizzare il dispositivo per la sorveglianza militare, per l’eliminazione di eventuali fuoriuscite di petrolio dalle navi cisterna e per il monitoraggio dello stato di salute dell’ambiente.

Nel laboratorio gli esperimenti stanno proseguendo attraverso valutazioni del comportamento di un robot prototipo che si muove all’interno di una cisterna da 600 litri di capacità, in modo da studiare le capacità di movimento oltre che i consumi energetici necessari agli spostamenti. Per rendere il progetto il più realistico possibile i ricercatori hanno creato un materiale in tutto e per tutto simile alla pelle della medusa, quindi liscio e gelatinoso, che in movimento riproduce le reali fluttuazioni. “Le meduse sono candidati interessanti per le simulazioni a causa della loro capacità di consumare poca energia grazie a un tasso metabolico più basso rispetto altre specie marine, sono inoltre in grado di sopravvivere in acque diverse, e hanno una forma adeguata a sopportare un carico utile”, ha detto Priya. “Abitano in tutte le principali aree oceaniche del mondo e sono in grado di resistere ad una vasta gamma di temperature, sia nelle acque dolci che salate. La maggior parte delle specie si trovano in acque costiere poco profonde, ma alcuni esemplari sono stati trovati in profondità di 7.000 metri sotto il livello del mare”.

Presenti in natura in diverse misure che variano dalla dimensione di una mano di un essere umano fino ai 5 metri di lunghezza, le meduse sono in grado di muoversi in verticale, sfruttando le correnti marine per gli spostamenti orizzontali.

Robojelly, questo il nome del prototipo, potrebbe essere utilizzato “per studiare la vita acquatica, per mappare i fondali oceanici, per monitorare le correnti e la qualità dell’acqua come anche gli spostamenti e il comportamento degli squali”, ha specificato Alex Villanueva di St-Jacques, studente in ingegneria meccanica che sta lavorando con Priya. Dopo aver individuato la presenza di inquinanti, viene spiegato, il robot potrebbe procedere al filtraggio delle acque.