• Articolo Roma, 30 settembre 2011
  • Da uno studio condotto da ISPRA e ISCR

    Roma: l’inquinamento divora i monumenti

  • Lo smog e i bruschi cambiamenti di temperatura stanno aumentando i livelli di corrosione dei monumenti della capitale, che ogni anno perdono tra i 5,7 e i 6,3 micron di spessore

(Rinnovabili.it) – Perdiamo ogni anno tra i 5,7 e i 6,3 micron (ossia un millesimo di millimetro) della superficie dei monumenti di Roma. Secondo i dati diffusi dall’ISPRA ci vorranno all’incirca mille anni per notare un’erosione di circa 5 millimetri di spessore. Il colpevole di questo danno? Lo smog, i cui danni sono più evidenti nelle aree del centro storico della capitale, dove l’erosione arriva a circa 6-6,2 micron/anno al di sotto dell’“acceptable deterioration rate” (valore accettabile di erosione) che, per un materiale calcareo,  secondo quanto stabilito in sede europea, risulta pari a una perdita di 8 micron/anno.

Le chiese di S. Marco, S. Martino ai Monti, S. Tommaso in Parione, S. Filippo Neri e S. Cecilia in Trastevere, situate nel centro della città  nei pressi del fiume Tevere, stanno subendo i danni maggiori. I numeri sono estratti dallo studio condotto dall’ISPRA e dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) per rispondere al nuovo portocollo d’intesa stipulato tra i due istituti che hanno valutato gli effetti dell’inquinamento atmosferico sui beni culturali lapidei; la valutazione comprende un’area di circa 105 km2 localizzata all’interno del Grande Raccordo Anulare, quotidianamente sottoposta allo smog, oltre agli effetti dei fenomeni atmosferici. Diverso a seconda delle componenti chimiche presenti nell’aria, l’inquinamento influisce sulla corrosione delle superfici a seconda dei materiali e della concentrazione delle sostanze.

Roma sta assistendo al decadimento del proprio patrimonio cristiano a causa dell’elevata presenza di monumenti calcarei, tra cui un altissimo numero di chiese, e beni culturali del calibro del Colosseo, che subiscono i cambi di temperatura come gelo e disgelo, l’annerimento provocato dalle ceneri passando poi alla valutazione dell’alto livello di corrosione subìto dalle numerose statue bronzee.

L’impatto che si può stimare sui diversi monumenti si differenzia in modo netto in conseguenza del loro differente stato di conservazione ossia della loro vulnerabilità che, nel caso dei monumenti, dipende soprattutto dalle condizioni di conservazione degli stessi; monumenti diversi presenti in aree caratterizzate dalla stessa erosione (pericolosità territoriale), presenteranno un diverso rischio individuale in funzione di una maggiore o minore vulnerabilità.