• Articolo Milano, 16 luglio 2019
  • Roma, Milano e altre 24 città firmano la Dichiarazione per l’adattamento climatico

  • Il documento in 10 punti individua le aree in cui le amministrazioni locali devono agire per contenere gli effetti del cambiamento climatico.

adattamento climaticoLa Dichiarazione per l’adattamento climatico è stata proposta dal Green City Network

 

(Rinnovabili.it) – Ventisei città italiane, tra cui grandi centri abitati come Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Firenze e Venezia, hanno sottoscritto la Dichiarazione per l’adattamento climatico proposta da Green City Network, la rete promossa da Fondazione per lo sviluppo sostenibile che punta a sviluppare attività e interventi per rendere le città italiane più green.

 

L’alleanza è stata firmata in occasione della Seconda Conferenza Nazionale delle Green City tenutasi oggi a Milano: presenti i delegati delle città di Assisi, Belluno, Bergamo, Casalecchio di Reno, Chieti, Cisterna di Latina, Cosenza, Firenze, Genova, Imola, Livorno, Mantova, Milano, Monterotondo, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pordenone, Roma, Siracusa, Sorradile, Tivoli, Torino e Venezia.

 

I centri urbani sono i luoghi in cui gli effetti del cambiamento climatico colpiscono più persone: dalle ondate di calore fino alla riduzione delle risorse idriche, dagli allagamenti causati dall’impermeabilizzazione del suolo fino alla riduzione delle aree verdi.

Per contrastare il fenomeno, le Amministrazioni delle 26 città che prendono parte all’Allenaza promossa dal Green City Network hanno individuato 10 punti su cui è necessario agire.

 

Il primo punto della Dichiarazione prevede la definizione o l’aggiornamento dei piani e delle misure di adattamento al cambiamento climatico: a livello europeo, solo il 26% delle città ha realizzato un piano di adattamento climatico, il 17% un piano congiunto per mitigazione e l’adattamento mentre il 33% non ha nessun piano locale per il clima.

 

Si passa poi a migliorare le misure già messe in atto: la Dichiarazione invita gli amministratori locali ad aumentare la produzione e l’impiego di fonti rinnovabili di energia per produrre elettricità, per gli usi termici e come carburante, a promuovere il risparmio energetico negli edifici, pubblici e privati, la mobilità sostenibile e l’economia circolare.

 

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Il piano sottoscritto oggi a Milano prevede anche la gestione dei rischi connessi agli eventi estremi con la realizzazione di sistemi di allerta preventiva e piani di emergenza per ridurre l’esposizione della popolazione; così come la valorizzazione delle ricadute positive (come il miglioramento della qualità dell’aria per i cittadini o la realizzazione di ambiente più salubri) delle misure da implementare contabilizzando anche gli eventuali costi (anzitutto sanitari) dell’assenza di argini preventivi agli effetti del cambiamento climatico.

 

La Dichiarazione punta forte sulle soluzioni naturali: alberature stradali, giardini pubblici e privati, parchi, tetti e pareti verdi, orti e aree agricole periurbane sono alcune delle opzioni a disposizione delle Amministrazioni per rendere le città più green.

Allo stesso tempo, il piano invita a una progettazione urbanistica che miri a fermare l’impermeabilizzazione e il consumo di nuovo suolo e aumentare gli interventi di de-impermeabilizzazione delle pavimentazioni.

 

Investimenti mirati e una governance che tenga conto di tutti gli attori coinvolti completano la dichiarazione sottoscritta da alcune delle maggiori città italiane e da molti comuni più piccoli, nella convinzione trasversale che il cambiamento climatico coinvolga tutti.

 

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