• Articolo Roma, 17 gennaio 2019
  • Roma, Rapporto ISPRA: 30 mila ettari di suolo consumato

  • Lo studio condotto dall’Istituto di Protezione e Ricerca Ambientale traccia una mappa inedita della Capitale: tra parcheggi e abitazioni, una grande parte del territorio risulta impermeabilizzato in maniera irreversibile

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Impermeabilizzata una superficie pari a 3.600 volte il Circo Massimo: aumenta il rischio idrogeologico

 

(Rinnovabili.it) – E’ stato presentato oggi in Campidoglio il Rapporto Roma Capitale – Ispra sul consumo del suolo nella Capitale: oltre 30 mila gli ettari di territorio “persi”, una superficie pari a 3.600 volte il Circo Massimo di cui oltre il 92% irreversibile.

 

Lo studio è stato condotto grazie al contributo di 4 volontari di Servizio Civile coordinati dagli esperti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale: il risultato è una mappatura del territorio romano basata su analisi statistiche e immagini satellitari.

Uno strumento utile all’Amministrazione capitolina per definire le strategie di sviluppo urbano sostenibile ed evitare la cementificazione selvaggia che la città ha conosciuto per decenni: basti pensare che, stando ai dati forniti dalla ricerca, il 13% delle aree a massima pericolosità idraulica risulta territorio consumato, di cui l’80% in maniera irrecuperabile.

 

Una cartografia estremamente dettagliata, tanto da garantire specifici report a livello di ciascuno dei 15 municipi della Capitale: buona parte del territorio impermeabilizzato si trova nei municipi I (74,38%), II (68,42%) e V (63,11%), mentre il municipio meno “consumato” risulta essere il XIV (12,78%). Parcheggi e piazzali sono responsabili della maggior quota di terreno perso (40%), seguiti dalla costruzione di edifici residenziali (28%) e strade (21%).

 

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Degli oltre 6 mila ettari (1/5 del totale) di aree caratterizzare da massima pericolosità idraulica (zone in cui fenomeni di esondazione possono occorrere entro 50 anni), 800 ettari risultano impermeabilizzati e di questi, l’82% senza possibilità di recupero. In tali aree il 26% di territorio è coperto da edifici, il 20% da strade asfaltate e la parte restante da altre aree artificiali come parcheggi, piazzali, campi sportivi e altro.

Durante la presentazione dello studio, i responsabili dell’ISPRA hanno garantito l’impegno per aggiornare la mappatura ogni anno e per mantenere attivo un progetto di monitoraggio che rappresenta un unicum in Italia. Intanto una sintesi dello ricerca, con la mappatura municipio per municipio, è disponibile sul sito dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

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