• Articolo Davos, 25 gennaio 2019
  • Ondata di scioperi degli studenti contro il cambiamento climatico

  • Sull’esempio di Greta Thunberg, la studentessa svedese che scioperò 3 settimane da sola davanti il Parlamento del suo Paese, migliaia di ragazzi in tutta Europa scendono in piazza per chiedere azioni immediate a protezione dell’ambiente.

school strike 4 climate cambiamento climatico

Inviata al WEF di Davos, l’ispiratrice del movimento, la 16enne Greta Thunberg, invia un messaggio ai potenti del mondo: “Prendetevi le vostre responsabilità”

 

(Rinnovabili.it) – Un’ondata di manifestazioni a richiesta di interventi immediati per combattere il cambiamento climatico sta scuotendo il torpore dei governi europei: a sollecitare le amministrazioni sono scesi in piazza migliaia di studenti delle scuole superiori. Un movimento che si sta strutturando a livello europeo e che “minaccia” di scendere in piazza ogni venerdì fino alle prossime elezioni comunitarie di maggio.

A ispirare l’attivismo di moltissimi ragazzi e ragazze è stata Greta Thunberg, sedicenne svedese salita agl’onori delle cronache lo scorso settembre quando, per tre settimane consecutive, scioperò da scuola per andare tutte le mattine sotto il Parlamento svedese a chiedere immediate azioni a favore dell’ambiente. Dalla sua intraprendenza è nato il movimento School Strike 4 Climate Action che ha cominciato a coinvolgere giovani di tutta Europa e a coordinare scioperi di massa ogni fine settimana scolastico.

 

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Greta Thunberg di fronte al Parlamento svedese lo scorso settembre

 

Greta, che continuato la sua protesta ogni venerdì a partire da fine settembre, arriva oggi a Davos, per la giornata conclusiva del World Economic Forum (WEF) dove terrà una conferenza di fronte ad alcuni degli uomini e donne più potenti del mondo.

La presenza della piccola attivista ha suscitato l’empatia dei suoi coetanei svizzeri che nello stesso giorno sono scesi nelle piazze di 15 città. Intanto, ieri, in Belgio oltre 32 mila ragazzi delle scuole superiori (erano già 12.500 lo scorso giovedì) hanno sfilato per le vie di Bruxelles per rilanciare le istanze di Greta e chiedere azioni concrete per un mondo vivibile nei prossimi 60 anni, quelli in cui spetterà a loro prendersi cura del pianeta.

 

Il movimento sta prendendo dimensioni inaspettate: la scorsa settimana, in Germania, 30 mila ragazzi di 50 città hanno scioperato da scuola seguendo il motto “Perché imparare se non ci sarà un futuro?”. Durante la settimana del WEF, almeno 20 mila studenti sono scesi in piazza tra Svizzera, Belgio e Germania. Persino in Australia si sono registrate manifestazioni record di giovani che, seguendo l’esempio di Greta, saltano la scuola per far valere il proprio diritto a un mondo vivibile di qui a venire.

 

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“Dobbiamo rendere responsabili le vecchie generazione per il disastro che hanno creato e con cui si aspettano che noi vivremo. Non è giusto che spetti a noi pagare per quello che hanno fatto – attacca Greta, che poi in un video indirizzato ai potenti intervenuti al WEF di Davos spiega – Vi chiediamo di porvi dalla parte giusta della Storia: vi chiediamo di fare tutto il possibile per spingere le vostre economie e i vostri governi a limitare il surriscaldamento globale a 1,5° C”.

Una ragazza formidabile che fa di ciò che altri chiamerebbero debolezze (la giovane età anzitutto) il suo punto di forza: “Il mio cervello lavora in maniera peculiare e io vedo le cose in bianco e nero – spiega Greta Thunberg, cui è stata diagnosticata la sindrome di Asperger – O iniziamo una reazione a catena con eventi al di fuori del nostro controllo, o non lo facciamo. Allo stesso modo, o fermiamo le emissioni o non lo facciamo. Non ci sono aree grigie quando si parla di sopravvivenza”.

 

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