• Articolo Scanzano Jonico, 13 novembre 2018
  • Scorie nucleari, 15 anni fa la protesta di Scanzano J.co

  • Ricorre oggi l’anniversario della protesta che 15 anni fa la cittadinanza di Scanzano Jonico intraprese contro la volontà dell’allora Governo Berlusconi di creare un deposito di scorie nucleari in Basilicata

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Secondo gli esperti, attualmente non esiste al mondo alcun deposito sicuro di scorie nucleari

 

(Rinnovabili.it) – Una protesta “civile e pacifica” durata 15 giorni per dire no alla costruzione di un deposito nazionale di scorie nucleari. Succedeva il 13 novembre del 2003, esattamente 15 anni fa, a Scanzano Jonico, in Basilicata, dove la cittadinanza si mobilitò per opporsi alla volontà dell’allora Governo Berlusconi di costruire un deposito di scorie mai realizzato in nessuna parte del mondo. “L’amore per la propria terra – si legge nella comunicazione dell’associazione ScanZiamo le Scorieha spinto migliaia di persone, lucane e non, a mettere in piedi una protesta durata quindici giorni che ha salvato l’economia locale di un territorio ricco di storia evitando l’insediamento di un’infrastruttura che avrebbe portato la morte senza alcune ricchezza”.

 

Nel 2003, infatti, successe che un piccolo paese in provincia di Matera fu individuato come “ideale” per la costruzione di un deposito nazionale di scorie nucleari; i rifiuti radioattivi sarebbero stati stoccati nei giacimenti sotterranei di salgemma dove, non arrivando l’acqua, avrebbero potuto giacere al sicuro per millenni. Eppure, secondo quanto riferito dall’associazione, non ci fu nessuno studio a riguardo che sostenesse la validità del progetto e garantisse la sicurezza dell’operazione, tanto più che attualmente non esiste al mondo un deposito geologico sicuro sia per i cittadini che per l’ambiente. La protesta che ne scaturì, messa in piedi dai cittadini di Scanzano e supportata da molti italiani, riuscì a spuntarla. Nessun deposito è stato costruito in terra lucana e l’associazione continua ancora oggi attività di sensibilizzazione contro il nucleare e di vigilanza sul territorio affinché non vengano mai più riproposte simili ipotesi.

 

>>Leggi anche Commissione Ecomafie: accelerare sul deposito di scorie nucleari<<

 

Dal oggi fino al 27 novembre a Scanzano, dunque, si festeggia la vittoria di chi ha saputo difendere e salvare un territorio ricco di risorse, ma ancora non del tutto immune a progetti di sviluppo distorti. “Per questo siamo ancora impegnati nello spirito di Scanzano a custodire e ricordare la più grande esperienza di mobilitazione politica del meridione – commenta l’associazione ScanZiamo le Scorie – attraverso un impegno politico diretto e continuo. Vigiliamo, partecipando quotidianamente alla difesa e alla valorizzazione dell’economie locali del nostro territorio e dei beni comuni che ci legano”. Questa mattina, tra l’altro, a Roma è in corso il convegno durante il quale la Commissione Scientifica sul decommissioning degli impianti nucleari farà il punto della situazione sul programma nazionale e che vedrà la partecipazione dei principali esponenti del mondo scientifico e di quello istituzionale.

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