• Articolo L'Aia, 18 aprile 2012
  • Un appello ai 15 Paesi costieri ed insulari

    Sea at Risk: servono target ambiziosi contro il mare di plastica

  • L’Associazione europea di tutela del mare e altre sette ONG chiedono che venga fissato a livello europeo un obiettivo di riduzione dei rifiuti marini del 50% prima di luglio

(Rinnovabili.it) – Gli Stati membri dell’UE hanno tempo fino al luglio di quest’anno per annunciare i provvedimenti che adotteranno per ridurre l’inquinamento del mare, in particolar modo quello legato alle materie plastiche, come ordinato dalla direttiva quadro sulla strategia marina. Il provvedimento impone, inoltre, ai paesi comunitari di stabilire precisi programmi di monitoraggio da avviare entro la metà del 2014 come parte del più ampio sforzo europeo di proteggere la fauna ittica e il patrimonio di biodiversità marina.

In questo contesto arriva l’appello di Seas at Risk e sette gruppi ambientalisti, riunitisi per chiedere ai 15 stati costieri ed insulari della Comunità di mostrare una forte ambizione sul tema. Nel dettaglio, le ONG propongono che l’Europa si prefigga di dimezzare i propri rifiuti polimerici entro il 2020. “L’obiettivo del 50% è ambizioso, ma certamente dal nostro punto di vista è realizzabile e dovrebbe essere considerato il minimo assoluto,” spiega Chris Carroll, portavoce di Seas at Risk. I Governi – chiedono le associazioni – dovrebbero in questi giorni varare politiche di riduzione dei rifiuti plastici incrementando gli incentivi per i polimeri riciclabili ed imponendo alle navi in transito di smaltire tutti i loro rifiuti a terra prima di salpare dai porti europei. “Gli individui, l’industria e i governi – continua Carroll – possono utilizzare l’obiettivo del 50% come un incentivo per l’attuazione delle misure necessarie per affrontare questo problema e luglio di quest’anno sarà in qualche modo la cartina tornasole per ambizione politica dell’Europa”.