• Articolo Krasnoyarsk, 7 giugno 2019
  • Siberia abitabile entro fine secolo “grazie” al cambiamento climatico

  • L’aumento di temperature e precipitazioni unite allo scioglimento del permafrost potrebbe rendere la regione siberiana appetibile agl’insediamenti umani entro il 2080.

inverno siberiaLa Siberia occupa il 77% della Russia, ma attualmente vi abita solo il 27% della popolazione

 

(Rinnovabili.it) – La Siberia potrebbe diventare una delle regioni più abitate del Pianeta se le temperature medie continueranno a crescere in conseguenza del cambiamento climatico: lo rivela uno studio coordinato dal Centro di ricerca federale di Krasnoyarsk (in Russia) e dall’Istituto Aerospaziale Nazionale degli Stati Uniti.

 

La ricerca, pubblicata sulla rivista Enviromental Research, ha sfruttato 20 diversi modelli climatici e 2 sistemi di previsione della distribuzione della CO2 per delineare diversi scenari nell’evoluzione climatica della vasta regione siberiana, circa 13 milioni di metri quadrati di territorio (il 77% dell’intera Russia) estesa dai monti Urali fino alla costa del Pacifico.

 

Il team di studiosi ha applicato i dati sulle precipitazioni e sulle temperature medie nei mesi di Gennaio e Luglio (periodi chiave nei cicli stagionali della Siberia) a 3 indicatori fondamentali per la presenza stabile di comunità umane: il potenziale ecologico del territorio (Ecological Landscape Potential – ELP), la rigidità dell’inverno e la copertura del permafrost.

 

Le simulazioni hanno confermato uno scenario minimo con aumenti di temperature di 3,4° C in inverno e 1,9° C in estate, accompagnati da una crescita delle precipitazioni di 60 mm annui, mentre nello scenario massimo gli aumenti di temperatura potrebbero arrivare a 9,1° C in inverno e 5,7° C in estate, con 140 mm di piogge annue in più.

Allo stesso tempo, il permafrost, che attualmente ricopre il 65% della Siberia, dovrebbe sciogliersi in buona parte e continuare a coprire “solo” il 40% del territorio entro il 2080.

 

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Lo scenario minimo delineato dai ricercatori russo – americani permetterebbe comunque un aumento nella possibilità d’insediamenti umani del 15%, che a sua volta porterebbe la popolazione locale a moltiplicarsi per 5 volte.

 

“La parte asiatica della Russia, attualmente, è estremamente fredda, ma in un prossimo futuro, il clima più caldo, la sicurezza alimentare garantita dalla distribuzione delle colture e la capacità di produzione della regione potrebbero renderla molto favorevole agl’insediamenti umani – spiega la dottoressa Elena Pafernova, del Centro di ricerca federale di Krasnoyarsk – Tuttavia, l’abitabilità di aree sviluppate dipende dalle politiche sociali ed economiche delle autorità. I territori dotati di infrastrutture e grande potenziale agricolo verranno abitati per primi”.

 

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