• Articolo Salt Lake City, 26 ottobre 2017
  • L'Università dello Utah presenta nuovi importanti risultati

    La siccità investe tutta Europa, non solo il Mediterraneo

  • La siccità non è un problema mediterraneo, ma sta lentamente risalendo l’Europa e coinvolgerà sempre più anche le regioni del centro-nord

siccità

 

Nuovi dati mostrano che la siccità non risparmia il nord Europa

 

(Rinnovabili.it) – Mentre ieri i leader globali concludevano il vertice di alto livello su Acqua e Clima a Roma, usciva un nuovo importante studio dell’Università dello Utah sulla relazione tra siccità e cambiamento climatico.

Si tratta della prima ricerca capace di rivelare le differenze regionali nella probabilità di siccità. I pattern sono stati rilevati utilizzando i due più importanti indici che misurano questo parametro: l’Indice standardizzato di precipitazioni (SPI) e l’indice standardizzato di precipitazioni-evapotraspirazione (SPEI). Il periodo di analisi va dal 1958 al 2014.

I risultati, pubblicati su Scientific Reports suggeriscono che entrambi i trend si stanno allineando. L’analisi degli esperti statunitensi mostra che la siccità si sta estendendo anche a parti del nord Europa, mentre finora si pensava potesse essere un problema più che altro della fascia mediterranea. Mentre le temperature aumentano in tutto il continente, cresce infatti l’evapotraspirazione, cioè la quantità d’acqua che dal terreno passa all’atmosfera.

 

>> Leggi anche: Una siccità devastante può colpire l’agricoltura globale <<

 

Quando si include questa variabile nell’analisi, il confine tra le regioni europee in cui aumenta l’umidità  e quelle in cui invece cala sale verso nord. Quindi non è solo il Mediterraneo a subire un progressivo inaridimento: è un fenomeno che coinvolge anche Germania e Inghilterra. Questa tendenza crescente nella frequenza delle siccità in Europa si è fatta sempre più evidente negli ultimi 30 anni, mentre negli anni ’50, con un clima meno imbizzarrito, la distribuzione del fenomeno era più casuale e stazionaria.

Questi nuovi risultati rappresentano un contributo importante per la comunità scientifica, spiegano i ricercatori, che insistono su come potrebbero influenzare le politiche pubbliche e l’agricoltura del vecchio continente. Molte agenzie di monitoraggio della siccità utilizzano gli indici adottati dallo studio americano, che sono entrati a far parte anche di una serie di programmi pilota volti a determinare il diritto al risarcimento per gli agricoltori in caso di impatti gravi della siccità nelle loro regioni.

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