• Articolo Gerusalemme, 12 giugno 2018
  • Siccità nel Mare di Galilea: acqua desalinizzata per farlo sopravvivere

  • Per ovviare alla carenza d’acqua che nel marzo 2017 ha toccato i livelli più bassi del secolo, il bacino sarà riempito con acqua di mare desalinizzata

Siccità
 

La siccità ha colpito il bacino di acqua nel 2017 quando il Mare ha toccato il più basso livello delle acque del secolo

(Rinnovabili.it) – Il Mare di Galilea, o Lago di Tiberiade, la più grande riserva naturale di acqua dolce in Israele che da anni soffre di gravi problemi di siccitàsarà riempito con acqua di mare desalinizzata. Il piano del governo israeliano prevede l’immissione di 100 milioni di metri cubi di acqua all’anno entro il 2022. A renderlo noto è stato Yechezkel Lifshitz, a capo del ministero dell’energia e dell’acqua. Il progetto prevede la costruzione di due serbatoi per desalinizzare l’acqua del Mare di Galilea, situati nel nord di Israele e a Nahal Sorek, nel Sud del Paese che dovranno produrre 300 milioni di metri cubi di acqua ogni anno da qui al 2023.

Il bacino d’acqua, luogo emblematico e fortemente ricco di significato per i cristiani, nel marzo 2017 – anno particolarmente secco – aveva raggiungo i livelli più bassi del secolo. Un allarme che era stato lanciato da Amir Givati dell’Autorità delle acque israeliane per i 20 centimetri sotto il livello di guardia. Oggi i rimedi per ovviare a questa situazione a livello ambientale catastrofica sono ambiziosi: l’obiettivo dichiarato da Lifshitz è quello di pompare 1,1 miliardi di metri cubi all’anno entro il 2030, salendo a 1,2 miliardi se necessario.

 

Il costo, definito dal ministro “relativamente alto”, equivale a 70-80 centesimi al metro cubo. Attualmente sono attive cinque serbatoi per dissalare l’acqua e capaci di fornire 670 milioni di metri cubi di acqua, l’80% dell’acqua potabile consumata dalle famiglie israeliane. come indicato da Yechezkel Lifshitz. “Stiamo trasformando il Kinneret  – ndr. nome in ebraico –  in un serbatoio per l’acqua desalinizzata”, ha detto Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano “Questo è innovativo e importante, almeno nella misura in cui stiamo facendo questo, e non è stato fatto fino ad ora”. 

Situato a 200 metri sotto il livello del mare e 28 miglia dalla costa, il Mare di Galilea copre un’area di circa 62 miglia quadrate. Gli inverni secchi hanno drasticamente ridotto i suoi livelli di acqua: basti pensare che dieci anni fa forniva 400 milioni di metri cubi all’anno di acqua dolce ed era la più grande riserva di acqua dolce del Paese, mentre ora il pompaggio è limitato a 30-40 metri cubi all’anno. “Più basso è il livello del lago, più salata diventa l’acqua. Quindi l’acqua che andremo a riversare, che ha poco sale, ripristinerà l’equilibrio”, ha detto Yechezkel Lifshitz, ministro dell’energia.  Secondo il Ministero dell’Energia gli investimenti dedicati a questo piano e fino al 2023 sono di 100 milioni di shekel ($ 28 milioni).

 

>>Leggi anche Acqua potabile: il MIT rende economica la desalinizzazione solare<<

Un Commento

  1. ritamir
    Posted giugno 12, 2018 at 12:50 pm

    A poco a poco, lo capiranno tutti, ma proprio TUTTI, che bisogna fare così.
    E che si sbrighino a riempire il lago d’Aral o ne pagheranno ancor di più le conseguenze.
    Elementare, Watson.

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