• Articolo Mithi, 2 febbraio 2015
  • La scarsità di precipitazioni ha precluso alla popolazione l’80% delle risorse idriche

    Contro la siccità il Pakistan testa la dissalazione solare

  • Il governo provinciale del Sindh ha deciso di investire 53 milioni dollari nella realizzazione di 750 impianti di depurazione delle acque a osmosi inversa alimentati dall’energia solare

Contro la siccità il Pakistan testa la dissalazione solare

 

(Rinnovabili.it) – Durante il 2014 nel distretto del Tharparkar, uno dei ventitré della provincia pakistana del Sindh, la siccità è peggiorata al punto da rendere l’80% delle risorse idriche non potabile. Uno dei motivi è l’incremento dei livelli di contaminazione di fluoruro nelle falde acquifere sotterranee da cui la regione dipende per la quasi totalità, dal momento che non sono presenti fiumi sul territorio. La prolungata assenza di piogge – lo scorso anno sono state inferiori al 50 per cento rispetto alla norma annuale – non ha permesso la “ricarica” di queste fonti idriche, determinando un aumento della concentrazione del fluoruro, particolarmente tossico per la salute umana. Per rispondere al problema il governo provinciale del Sindh ha deciso di investire 5,4 miliardi di rupie pakistane (circa 53 milioni dollari) in un vasto progetto di dissalazione solare; l’obiettivo è quello di installare sul territorio 750 impianti di depurazione delle acque a osmosi inversa alimentati dall’energia solare e contribuire così a fornire acqua potabile a oltre 1,5 milioni di persone in tutto il distretto.

 

Il primo impianto, del valore di 4 milioni di dollari, è già stato realizzato e messo in funzione alla fine di gennaio nella zona Misri Scià di Mithi, la capitale del distretto. Presentato come il più grande (per capacità) impianto di depurazione delle acque a energia solare di tutta l’Asia, la centrale tratterà 3 milioni di litri di acqua al giorno, sufficienti a soddisfare le esigenze idriche di 300.000 persone nella città e in 80 villaggi adiacenti. “E’ davvero quasi un miracolo per noi; ora sono in grado di bere acqua dolce e potabile per la prima volta in tutta la mia vita”, ha commentato stupefatto Rekha Meghwar, 45enne abitante del distretto, sperimentando per la prima volta l’impianto. Il programma governativo intende lavorare su tempi strettissimi e mettere a pieno regime le rimanenti 749 strutture entro la fine di giugno 2015.

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