• Articolo Milano, 2 maggio 2012
  • Uno studio dell'Istituto Tumori

    Smog: le sigarette più dannose delle automobili

  • Uno studio dell’istituto Tumori di Milano ha sottolineato l’impatto negativo delle sigarette sulla salute e sull’ambiente

(Rinnovabili.it) – Il fumo nuoce gravemente alla salute. Recita così uno degli appelli riportati sui pacchetti di sigarette, ma nonostante siano risaputi i danni provocati dal tabagismo e la legge vieti di fumare nei locali pubblici sono molte le cose che ancora non si sanno dell’impatto delle sigarette sull’ambiente e la salute.

Preso nota dei risultati dello studio dell’Istituto Tumori di Milano, che evidenzia come il fumo del tabacco sia in realtà più inquinante dei gas di scarico di un’automobile, lo Sportello dei Diritti ha chiesto la formazione di spazi verdi esclusivamente dedicati ai non fumatori con la possibilità ulteriore di vietare il fumo sulle spiagge.

Forte l’impatto del paragone traffico-tabacco: dall’Istituto arriva infatti la certezza che negli spazi chiusi la tossicità delle sigarette è superiore all’inquinamento automobilistico anche per numero di persone che vi sono quotidianamente esposte. E’ stato infatti calcolato che fumare in macchina produce polveri sottili in concentrazioni trenta volte superiori ai limiti di legge arrivando ad una concentrazione di oltre 400 microgrammi per metro cubo producendo l’intossicazione dei polmoni. Si legge nel comunicato stampa diffuso dallo Sportello dei Diritti che la quantità di PM2,5 emesso dalla combustione del tabacco è “Molto più che lo smog da auto perché il fumo di tabacco è costituito di due componenti principali: la parte inalata e filtrata dai polmoni del fumatore (mainstream) e quella direttamente legata alla combustione del tabacco e della carta (sidestream, in cui si riscontrano soprattutto NO2, CO, nicotina, benzopirene, metilgliossale, formaldeide, acetaldeide, acroleina, e una notevole dose di particolato).

Altamente persistenti, le sostanze dannose rilasciate dalla combustione della sigaretta rimangono in sospensione per diversi giorni nonostante la ventilazione degli ambienti chiusi. Come è stato possibile arrivare alle conclusioni elencate? L’istituto ha provveduto a montare all’aperto una cabina in plastica trasparente all’interno della quale una moto di alta cilindrata ritenuta tra le più inquinanti è stata accesa. I gas nocivi rilasciati hanno fatto registrare una quantità di PM10 di 250,000 micron. “Spenta la moto e fatta arieggiare la cabina, è entrata una ragazza che ha acceso una sigaretta e l’ha fumata per due minuti. L’aria nella cabina era tre volte più irrespirabile. Il livello rilevato dai sensori è stato di 700,000 micron, ma solo perché essi non sono programmati per andare oltre” si legge nel documento diffuso.