• Articolo Stanford, 23 maggio 2019
  • Stanford: convertire metano in CO2 per combattere il surriscaldamento globale

  • Studiosi della Stanford Univerity propongono una nuova strategia per combattere l’effetto serra: trasformare gas particolarmente potenti in altri meno dannosi

metano diossido carbonio co2Il metano è 84 volte più potente del diossido di carbonio per quanto riguarda l’effetto serra prodotto nei primi 20 anni dal rilascio in atmosfera

 

(Rinnovabili.it) – Convertire il metano in diossido di carbonio per contrastare il surriscaldamento del Pianeta: è l’idea, apparentemente controversa, proposta da un gruppo di ricercatori della Stanford University.

Gli studiosi sono partiti da una considerazione semplice: il metano risulta 84 volte più potente del diossido di carbonio per quanto riguarda l’effetto serra prodotto nei primi 20 anni dal rilascio in atmosfera; allo stesso tempo, la quantità di metano da rimuovere per tornare a livelli dell’era pre industriale sarebbe relativamente contenuta (si parla di 3,2 miliardi di tonnellate) e permetterebbe il raggiungimento dell’obiettivo in tempi abbastanza ristretti.

 

Nel 2018, la concentrazione di metano nell’atmosfera è stata 2,5 volte superiore a quella stimata nell’era pre industriale; l’attività dell’uomo risulta responsabile del 60% delle emissioni con alcuni settori produttivi, come la coltivazione del riso o l’allevamento di bestiame, che sarebbe difficile eliminare in tempi rapidi.

 

Secondo gli studiosi della Stanford University, l’idea di assorbire il metano dall’atmosfera e convertirlo in diossido di carbonio potrebbe essere un approccio complementare a quelli che prevedono la rimozione di centinaia di miliardi di tonnellate di CO2 in decine di anni: convertendo 3,2 miliardi di tonnellate di metano nell’equivalente di alcuni mesi di emissioni umane di diossido di carbonio si potrebbe eliminare circa 1/6 delle cause del riscaldamento globale.

 

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Il metodo messo a punto presso la School of Earth, Energy & Environmental Sciences di Stanford prevede l’utilizzo di filtri di zeolite, un materiale cristallino costituito principalmente di alluminio, silicio e ossigeno che dovrebbe assorbire come una spugna il metano, nonostante la sua bassa densità nell’atmosfera lo renda difficilmente intercettabile.

Grandi ventilatori elettrici dovrebbero convogliare l’aria all’interno di apposite camere o reattori pieni di zeoliti o altri catalizzatori polverizzati o pellettizzati. Il metano così stoccato verrebbe poi riscaldato per produrre e rilasciare diossido di carbonio.

 

“Una volta perfezionata, questa tecnologia potrebbe riportare le concentrazioni di metano e altri gas serra a livelli precedenti l’era industriale”, ha commentato Rob Jackson, principale autore dello studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Sustainability.

 

Secondo gli studiosi, mentre rimane improbabile la rimozione di ingenti quantità dei principali gas serra dall’atmosfera (essenzialmente di CO2) nei prossimi anni, convertire gas particolarmente potenti in altri meno dannosi potrebbe essere la strategia giusta per contenere l’innalzamento delle temperature globali al di sotto dei 2°C entro la fine del secolo.

 

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