• Articolo Berlino, 20 settembre 2018
  • Green Alley Award, in gara le migliori startup dell’economia circolare

  • Annunciati i finalisti dell’edizione 2018 del contest europeo dedicato all’innovazione nell’economia circolare. Nella rosa c’è anche un’italiana, l’azienda Ecoplasteam

startup dell'economia circolare

 

Quali sono le migliori startup dell’economia circolare europea 2018?

(Rinnovabili.it) – Etichette intelligenti per conoscere il ciclo di vita dei prodotti, imballaggi biodegradabili in grado di competere con la plastica tradizionale e nuovi materiali creati dal riciclo dei poliaccoppiati. Queste alcune delle idee che competono alla Green Alley Award 2018, il premio creato per le migliori startup dell’economia circolare europea. Il Consorzio EP Italia, partner italiano della competizione, fa sapere attraverso una nota stampa i nomi dei sei finalisti che il 18 ottobre voleranno a Berlino per l’elezione del vincitore: si tratta di sei giovani realtà provenienti da Germania, Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Austria e Repubblica Ceca. Ognuna di loro è attiva in un settore differente ma è accumunata alle altre da un modello di business che trova nei nuovi indirizzi della circular economy le sue radici fondanti.

 

“Ogni finalista ha sviluppato un concept unico e intelligente basato sull’idea di economia circolare” spiega Jan Patrick Schulz, CEO di Landbell Group, la società che nel 2014 ha creato il premio. E nella sua quinta edizione, la gara ha ricevuto un’incredibile risposta: oltre 200 candidature provenienti da 30 paesi europei, con una fetta non indifferente di proposte italiane (il 14% del totale). Una di queste è arrivata nella rosa dei finalisti. “Siamo davvero lieti che il concorso abbia riscosso così tanto successo e che le startup si siano dimostrate capaci e decisive nel guidare un settore basato sull’innovazione come quello dell’economia circolare – prosegue Schulz –. Vogliamo premiare tutto questo con il Green Alley Award”.

 

>>Leggi anche Economia circolare, come renderla misurabile<<

 

Il vincitore di quest’anno sarà deciso alla cerimonia di premiazione il 18 ottobre alla “Haus Ungarn” di Berlino. La giuria dovrà sceglie tra le sei startup dell’economia circolare a chi assegnare il premio da 25.000 euro. Alle sessioni di mentoring, i finalisti avranno inoltre l’occasione di sviluppare le loro idee di business con gli esperti e di presentare i propri progetti alla giuria e al pubblico la sera della cerimonia di premiazione.

 

Le sei startup dell’economia circolare

 

Superseven (Germania) – la Società fabbrica sotto il marchio Repaq imballaggi in lamina stampata senza plastica completamente biocompostabili e biodegradabili. La materia prima per Repaq è fornita da legname residuo e di scarto proveniente da foreste certificate FSC.

Ecoplasteam (Italia) – La startup produce “EcoAllene”, un nuovo e innovativo materiale derivante dal riciclo di rifiuti poliaccoppiati (sia multistrato plastico che composti da un film plastico e un film metallico) altrimenti destinati ad incenerimento.

Aeropowder (Regno Unito) – La startup britannica ha messo a punto un materiale isolante alternativo per gli imballaggi, ecologico e sostenibile, realizzato a partire da piume d’avanzo e bioplastica.

Refurbed (Austria) – la giovane azienda riporta in vita dispositivi elettrici ed elettronici come smartphone, tablet, monitor ed elettrodomestici. I prodotti vengono revisionati da tecnici esperti e ritornano a funzionare come nuovi, con un risparmio del 40% per i consumatori che le acquistano.

MIWA (Repubblica Ceca) – Minimum Waste, ha sviluppato un sistema che semplifica e migliora la distribuzione e la vendita di beni senza imballaggio basato su capsule riutilizzabili e unità modulari all’interno degli esercizi commerciali.

Circular IQ (Paesi Bassi) – Per adottare decisioni di acquisto sostenibili è necessario disporre di informazioni dettagliate sulla sostenibilità dei prodotti. “Circular IQ” è un’applicazione che raccoglie e aggrega i dati dell’intera catena di fornitura, dall’origine dei materiali ai contratti con il fornitore. In questo modo le aziende possono monitorare e ottimizzare la sostenibilità dei propri prodotti e garantire trasparenza a clienti e acquirenti.

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