• Articolo Strasburgo, 24 ottobre 2017
  • Alla vigilia del voto degli stati membri

    Il Parlamento UE chiede lo stop al glifosato entro 5 anni

  • Passa una risoluzione dal forte valore politico, che costringe la Commissione Europea a cambiare la sua proposta: rinnovare il glifosato non più per 10, ma per 5-7 anni

glifosato

 

Restrizioni da subito al glifosato, divieto dal dicembre 2022

 

(Rinnovabili.it) – In cinque anni, il glifosato dovrebbe sparire dall’agricoltura europea. Lo ha chiesto la maggioranza degli eurodeputati, riuniti nella plenaria di Strasburgo. Con 355 voti favorevoli, 204 contrari e 111 astensioni, il Parlamento UE ha approvato una risoluzione che chiede la messa al bando entro il 2022 del diserbante sospettato di effetti cancerogeni. Il testo aggiunge due anni alle tempistiche originariamente indicate dal documento passato in commissione Ambiente (ENVI) la scorsa settimana. Vengono inoltre caldeggiate alcuni divieti già dal dicembre 2017: l’uso di glifosato da parte di agricoltori non professionisti, i trattamenti nei pressi di scuole, parchi pubblici, parchi giochi o giardini, l’uso come essiccante prima della raccolta (pre-harvest), l’uso agricolo dove i sistemi integrati di gestione dei parassiti sono sufficienti per la gestione delle erbacce.

La risoluzione non ha alcun valore vincolante, ma rappresenta un potente segnale politico ai governi degli stati membri, chiamati a dare un parere entro domani sulla proposta originaria della Commissione Europea, che prevedeva il rinnovo dell’autorizzazione al glifosato per 10 anni. Il voto del Parlamento Europeo non può essere completamente ignorato, e la nuova autorizzazione, se ci sarà, dovrà coprire un periodo più breve. Forse è per questo che la Commissione ha deciso di presentare già oggi, subito dopo il voto a Strasburgo, una nuova proposta di rinnovo per 5-7 anni.

 

>> Leggi anche: L’ok al glifosato è un copia-incolla di uno studio di Monsanto <<

 

Come risponderanno i governi europei? Francia e Italia hanno già annunciato che voteranno contro la riautorizzazione per 10 anni proposta dalla Commissione Europea, ma potrebbero rivedere i loro piani. La Germania è probabile che si asterrà, perché il partito di Angela Merkel vuole salvare il tentativo di alleanza con i glifosatoVerdi. Con questi equilibri, si profila l’assenza di una maggioranza qualificata nel comitato fitosanitario permanente, il gruppo di esperti nominati dagli stati membri che domani dovrà decidere sul piano di Bruxelles. Rimane aperta dunque la possibilità che nessuna decisione venga presa domani, e che tutto venga nuovamente rinviato di qualche settimana per ragionare a bocce ferme sul da farsi.

Le lobby dei pesticidi hanno inviato una lettera a tutti i parlamentari europei, sollecitando un voto “non basato sulle emotività”, ottenendo due anni di sconto sul piano originario di phase out del glifosato. La proposta della Commissione potrebbe aggiungerne altri due, avvicinandosi ai 10 anni originariamente dichiarati. Sullo sfondo, e neppure tanto, rimangono gli scandali dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, rea di aver copiato passaggi chiave della sua valutazione da un testo scritto dalla Monsanto, le class action contro la multinazionale accusata di aver causato malattie mortali agli agricoltori USA, una petizione da 1,4 milioni di firme che chiede di fermare il glifosato e tutta la lunga storia dei Monsanto Papers. Ingredienti per un mix esplosivo, che sta alle istituzioni europee non far detonare.

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