• Articolo Roma, 22 luglio 2014
  • Stress idrico, quale città ne soffre di più?

  • Dalla Nature Conservancy un database globale di oltre 500 città stilato per determinare il livello di pressione esistente sulle risorse idriche

stress idrico

 

(Rinnovabili.it) – Tokyo, Nuova Delhi, Città del Messico, Shangai e Pechino. Queste sono le città  che oggi giorno soffrono di un grave quadro urbano di stress idrico. Questa top five è in realtà solo la punta di un database globale di oltre 500 città stilata dalla Nature Conservancy per determinare il livello di pressione esistente sulle risorse idriche. Gli autori della classifica ammettono di esser stati letteralmente sorpresi dai risultati dell’indagine. Quasi tutte le città più povere in termini di disponibilità d’acqua si trovano nei paesi in via di sviluppo a rapida urbanizzazione, ad eccezione di Tokyo, megalopoli ricca e con un sistema idrico ben gestito. Il problema per la capitale del Giappone è però la mancanza di strutture per affrontare la siccità. “E’ una piccola isola, e stanno utilizzando una grande frazione di acqua che ottengono soprattutto dalle piogge”, spiegano gli autori sottolineando che il prossimo passo per Tokyo dovrebbe essere quello di costruire impianti di desalinizzazione prima che lo stress idrico diventi un problema troppo grande da gestire.

 

Nel complesso i risultati hanno mostrato che le 500 città prese sotto esame muovono nell’insieme un totale di 504 miliardi di litri di acqua al giorno su distanze che possono variare dai 26 ai 57 chilometri di distanza. Tra gli elementi clou del rapporto c’è anche un particolare riflessione: le grandi città occupano solo l’1% della superficie della Terra, ma l’origine dei loro bacini idrografici di copre ben il 41% di tale superficie. Il che significa che la qualità dell’acqua “grezza” fornita nelle città dipende dalla destinazione dei terreni di questa zona molto ampia. Un aspetto che diviene ancor più significativo se si guardano ai dati dell’Onu secondo cui tra 40 anni la popolazione mondiale raggiungerà i 9,5 miliardi di persone e la domanda d’acqua crescerà del 55%. Se a questo si aggiungono i cambiamenti climatici, che provocano alluvioni e siccità scardinando il ciclo naturale dell’acqua, il risultato è ben lungi dal rassicurare: le stime parlano di oltre 2 miliardi di persone che nel 2050 vivranno in aree considerate ad altissimo stress idrico, concentrate soprattutto in Africa e Asia.

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