• Articolo Bruxelles, 26 ottobre 2011
  • Preoccupa il sostegno dei Paesi internazionali al ‘Kyoto 2’ dopo le scadenze del 2012

    Summit ONU: dall’Ue un forte appoggio agli accordi di Kyoto

  • La Commissione Ambiente lancia le sue raccomandazioni dopo il voto favorevole al taglio delle emissioni sopra il 20% entro il 2020

(Rinnovabili.it) – “La continuazione del Protocollo di Kyoto oltre il 2012 deciderà il successo o il fallimento del vertice di Durban. L’UE deve dimostrare la leadership necessaria per evitare una situazione di stallo nei negoziati sul clima” – così è intervenuto l’eurodeputato tedesco Jo Leinen, presidente della Commissione Ambiente, dopo l’approvazione della risoluzione – al vaglio dell’Assemblea di Strasburgo entro metà novembre – che ha rilanciato anche per l’Europa un possibile taglio delle emissioni di CO2 superiore al 20% entro il 2020. Il provvedimento, accolto dalla stragrande maggioranza dei deputati della Commissione Ambiente, entra nel merito di un  sostegno “pubblico e inequivocabile” da parte dell’Europa per la continuazione del nuovo accordo “Kyoto 2” come ulteriore onere vincolante per i principali Paesi industrializzati, che possa quindi evitare il vuoto normativo che deriverebbe dalla scadenza (nel 2012) del predente impegno sulla riduzione delle emissioni di gas serra.

I parlamentari europei chiedono inoltre all’Ue di supportare, durante l’appuntamento di Durban, una risoluzione positiva del “Green Climate Fund” a sostegno dei paesi in via di sviluppo, che dovrebbe raggiungere quota 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020. Il contributo degli Stati dell’Unione dovrebbe arrivare a 30 miliardi di euro, mantenendo allo stesso tempo i finanziamenti per altre politiche interne sul clima.