• Articolo Katowice, 13 dicembre 2018
  • Il summit sul clima alza l’asticella. ONU: “Fallire sarebbe un suicidio”

  • UE, Canada, Nuova Zelanda e decine di Paesi in via di sviluppo hanno accettato l’impegno a contenere l’aumento di temperatura sotto 1,5 ° C. Dall’altro lato della stanza, USA, Russia e Arabia Saudita

summit sul clima

 

Il summit sul clima di Katowice è agli sgoccioli ma si fatica a chiudere

(Rinnovabili.it9 – “Fallire qui a Katowice manderebbe un messaggio disastroso […] Sprecare questa opportunità comprometterebbe la nostra ultima possibilità di fermare un cambiamento climatico fuori controllo. Non sarebbe solo immorale, sarebbe un suicidio“. Non potrebbero esserci parole migliori di quelle pronunciate da António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, alla plenaria della COP 24 per descrivere la posta in gioco nell’ultima settima di negoziati. Il summit sul clima, che dovrebbe concludersi da programma venerdì sera, mostra oggi diversi nervi scoperti. I colloqui sono incentrati sull’elaborazione di un regolamento per l’attuazione dell’Accordo di Parigi del 2015 e sull’innalzamento del livello d’impegno dei Paesi, ma molti progressi tardano ad arrivare.

 

Uno dei più grandi passi avanti compiuti finora riguarda la promessa fatta da Unione Europea, Canada, Nuova Zelanda e decine di Paesi in via di sviluppo di porsi come obiettivo nella lotta climatica, di mantenere l’aumento delle temperature entro 1,5 ° C, come richiesto anche dal report IPCC. A contrastare l’ambizione dei negoziati sono invece Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita e Kuwait, i cui delegati si sono battuti per rimuover ogni riferimento al report IPCC dal documento finale della COP 24. Per Guterres la posizione delle quattro potenze è indifendibile “Il rapporto speciale dell’IPCC è un netto riconoscimento di ciò che le conseguenze del riscaldamento globale oltre 1,5 gradi significheranno per miliardi di persone in tutto il mondo, specialmente quelli che chiamano i piccoli stati insulari. Non è una buona notizia, ma non possiamo permetterci di ignorarla”.

 

>>Leggi anche COP 24 sul clima: la settimana cruciale di Katowice<<

 

Le difficoltà interne ai colloqui e la necessità di chiudere le due settimane di Katowice con un risultato concreto fanno emergere diverse preoccupazioni. Gli attivisti ambientali e alcuni Paesi in via di sviluppo temono che il “libro delle regole” che dovrebbe uscire dalla COP 24, possa non essere sufficiente a spingere le Nazioni a ridurre le loro emissioni in linea con l’Accordo di Parigi.

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