• Articolo Nairobi, 9 maggio 2013
  • Il rapporto Green Economy and Commercio - Tendenze, sfide e opportunità

    Se lo sviluppo sostenibile passa per un commercio verde

  • L’Onu mette in evidenzia come i paesi in via di sviluppo siano ben posizionati per sfruttare le opportunità offerte dai prodotti “verdi” al fine di aumentare la loro quota sui mercati internazionali di beni e servizi sostenibili

Se lo sviluppo sostenibile passa per un commercio verde(Rinnovabili.it) – In un mondo sempre più interconnesso, dove vengono scambiati ogni anno migliaia di miliardi di dollari in beni e servizi, la rapida espansione del mercato  low carbon e de prodotti compatibili può aprire nuove e importanti opportunità.

A elencare la potenzialità del business verde sono le Nazioni Unite attraverso il proprio Programma ambientale (UNEP) e il rapporto Green Economy and Commercio – Tendenze, sfide e opportunità. Il rapporto analizza sei settori economici – agricoltura, pesca, foreste, produzione, energie rinnovabili e turismo – dove esistono opportunità commerciali, e identifica le misure, quali riforme politiche e schemi di certificazione, che possono aiutare i paesi in via di sviluppo a beneficiare di questi mercati.

“La transizione verso un’economia verde può favorire nuove opportunità commerciali, che a sua volta contribuirebbero a rendere il commercio mondiale più sostenibile”, spiega Achim Steiner, direttore esecutivo dell’UNEP. “Allo stesso tempo, il commercio di beni e servizi ambientali è chiaramente un settore in cui molti paesi in via di sviluppo hanno un vantaggio competitivo. Con le giuste politiche e regimi di prezzo, i paesi in via di sviluppo potrebbero dare una mano fondamentale a guidare la transizione globale verso un’economia più sostenibile”.


Nonostante rappresenti ancora solo una piccola percentuale del mercato globale, il commercio di prodotti certificati e di beni e servizi ambientali sta progressivamente aumentando. Ad esempio, si prevede che il settore delle tecnologie low carbon e dell’efficienza energetica possa quasi triplicare entro il 2020, raggiungendo un volume di 2,2 miliardi di dollari. “Se vogliamo invertire il declino della biodiversità, ridurre il rilascio di gas a effetto serra, fermare il degrado terrestre e proteggere i nostri oceani, allora è un imperativo che il commercio internazionale diventi più sostenibile e contribuisca a proteggere quel ‘capitale naturale’ in possesso delle economie in via di sviluppo”. Alcune delle tendenze evidenziate nella relazione illustrano questo potenziale. Per esempio:

 

  • Foreste: nei primi mesi del 2013, la superficie totale delle foreste certificate in tutto il mondo è salita a circa 400 milioni di ettari, ovvero circa il 10% delle risorse forestali mondiali. Le vendite di prodotti certificati del legno ammontano a oltre  20 miliardi di dollari all’anno.
  • Turismo: Nei paesi in via di sviluppo, la quota di mercato in questo settore è aumentata dal 30% del 1980 al 47% nel 2011 e dovrebbe raggiungere il 57% entro il 2030. Il sotto-settore con la crescita più rapida nel settore delle vacanze sostenibili è l’ecoturismo, che si concentra sulle attività legate alla natura. Molti paesi in via di sviluppo hanno un vantaggio comparativo nel settore del turismo ecologico a causa del loro ambiente naturale, il patrimonio e le opportunità per tour e attività culturali.