• Articolo Brasilia, 21 gennaio 2019
  • Terreni indigeni brasiliani, Dias: “Apriamoli all’agricoltura commerciale”

  • Il ministro dell’agricoltura brasiliano Tereza Cristina Dias, cercando di ammorbidire molte delle controverse posizioni del presidente Bolsonaro, ritiene che i terreni indigeni dovrebbero aprirsi all’agricoltura commerciale

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Il ministro dell’agricoltura brasiliano Tereza Cristina Dias.

 

Attualmente l’agricoltura commerciale è vietata nei terreni indigeni che coprono circa il 12% del territorio brasiliano

 

(Rinnovabili.it) – Il Brasile dovrebbe aprire i terreni indigeni all’agricoltura commerciale. Così si è espressa il ministro dell’Agricoltura, Tereza Cristina Dias, cercando anche di ammorbidire molte delle controverse posizioni del presidente Jair Bolsonaro sui popoli nativi e sull’ambiente. Gli agricoltori costituiscono una base fondamentale per il sostegno al governo Bolsonaro, che dal suo insediamento, lo scorso 1 gennaio, ha posto le politiche pro-agroindustriali al centro della sua agenda. Per gli attivisti, le posizioni di Bolsonaro metterebbero in serio pericolo l’ambiente, la foresta pluviale amazzonica e le popolazioni indigene. Attualmente l’agricoltura commerciale è vietata nelle riserve dei nativi, terre che coprono circa il 12% del territorio brasiliano; la Dias ritiene che aprirle all’agricoltura commerciale potrebbe essere una fonte di reddito per la loro comunità, fermo restano il mantenimento di una percentuale minima di vegetazione autoctona.

 

Bolsonaro ha dato il controllo sulle designazioni dei terreni indigeni al ministero dell’Agricoltura, dopo aver sostenuto in campagna elettorale che non dovrebbero essere create nuove riserve indigene; Dias ha moderato i toni, dicendo che Bolsonaro non favorisce la creazione di nuove riserve in aree da tempo colonizzate dagli agricoltori. Per la Dias, l’Amazzonia merita un trattamento completamente diverso, e le tribù con pochi contatti con il mondo esterno dovrebbero essere protette.

 

Anche sulla questione “Accordo di Parigi” la ministra ha cercato di mediare: se per Bolsonaro il Brasile potrebbe uscire dall’Accordo (e di fatto ha nominato un ministro degli esteri che ritiene i cambiamenti climatici un dogma marxista), per la Dias il paese è sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi sui cambiamenti climatici. Il ministro dell’agricoltura brasiliano si è espressa anche sulla questione “multe ambientali”, mediando anche in questo caso la posizione del Presidente Bolsonaro, che vorrebbe tagliarle, favorendo così la violazione di leggi ambientali in aree sensibili com la Foresta Amazzonica: la Dias ritiene che si debba porre fine alle multe indiscriminate e lavorare con gli agricoltori per porre fine alle incomprensioni.

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