• Articolo Tokyo, 18 novembre 2011
  • Registrato il primo aumento su base annuale dal 2008

    Tornano a crescere le emissioni giapponesi

  • Da marzo 2010 a marzo di quest’anno i livelli di CO2 legati alla combustione delle materie prime fossili sono aumentai del 4%

(Rinnovabili.it) – Crescono le emissioni legate alla combustione dei carburanti fossili in Giappone. I livelli di carbonio sono aumentati del 4,4% da marzo 2010 a marzo di quest’anno, aggiungendo al totale nazionale oltre 1.100 miliardi di tonnellate di CO2 eq. proveniente dal solo comparto energetico.

I dati sono stati comunicati oggi dal Ministero del Commercio nipponico che ha sottolineato come si tratti del primo rialzo da tre anni a questa parte. L’ultima grande crescita emissiva per il settore della produzione energetica, infatti, si registrò tra il 2007 e il 2008, quando le emissioni aumentarono del 2,8 per cento ad un valore record di 1, 2 miliardi di tonnellate. Con un piano energetico tutta da riprogrammare e con la conferenza sul clima di Durban ormai alle porte, il Giappone si trova tra le mani un problema ambientale non indifferente. Nel complesso le emissioni del Sol Levante negli ultimi 3 anni, soprattutto grazie al contributo del nucleare, erano riuscite ad allinearsi con l’obiettivo di Kyoto, facendo ben sperare al Paese d’arrivare al 2012 con le carte in regola da punto di vista della CO2 nazionale. Le certezze sono però venute a mancare con il clamoroso terremoto e il conseguente incidente alla centrale di Fukushima.  “Ora – ha commentato un funzionario del Ministero giapponese – non è certo se saremo in grado di raggiungere l’obiettivo assunto all’interno del protocollo di Kyoto (-6% della CO2 rispetto ai livelli del 1990) nei restanti due anni, soprattutto considerato il problema del nucleare. Inoltre, non è ancora chiaro quanto forte sarà la ripresa economica”.

I gas serra generati dal consumo di combustibili fossili rappresentano per la nazione circa il 90% del totale stimato che si assesterebbe complessivamente intorno ai 1,247 miliardi di tonnellate. I dati definitivi dovrebbero essere rilevati formalmente dal Ministero dell’Ambiente la prossima settimana.