• Articolo Seattle, 15 maggio 2015
  • Il via libera di Obama ha scatenato la protesta

    Trivellazioni in Artico: a Seattle esplode la protesta

  • Attivisti su barche e canoe tentano di bloccare l’entrata in porto delle piattaforme Shell per le trivellazioni in Artico. Il Comune è con i dimostranti

Trivellazioni in Artico a Seattle esplode la protesta

 

(Rinnovabili.it) – Seattle torna ad infiammarsi 16 anni dopo la ministeriale della WTO che ha dato vita al movimento no global. Ma questa volta a scatenare le proteste pubbliche è la Shell, che vuole usare il porto della metropoli come base delle piattaforme per le trivellazioni in Artico. L’ok di Obama è arrivato all’inizio della settimana, dopo che la multinazionale era dovuta restare ai box dal 2012 a causa del disastro sfiorato nel mare di Chukchi, al largo dell’Alaska. Troppo difficile, infatti, assicurare al governo lo svolgimento in tutta sicurezza di operazioni estrattive in quelle acque così insidiose. Eppure, dopo tanto premere, i petrolieri hanno ottenuto il via libera per ricominciare le trivellazioni offshore. La prima delle due piattaforme è “parcheggiata” nel porto di Seattle da ieri, dove è stata accolta da numerosi attivisti per l’ambiente, intenzionati a non farla muovere da lì. La rabbia degli ambientalisti è condivisa da alcuni politici locali, che condividono la paura di un disastro ecologico in quel delicato ecosistema.

 

Trivellazioni in Artico a Seattle esplode la protesta 1I gruppi ambientalisti sostengono che le condizioni meteorologiche, in quel remoto angolo di Mar Glaciale, rendano impossibile l’estrazione di petrolio in sicurezza. La regione, inoltre, aiuta a regolare il clima globale grazie agli spessi strati di ghiaccio marino.

Nei prossimi giorni e settimane, i manifestanti hanno in programma decine di manifestazioni, anche su barche e canoe, per cercare di evitare che le piattaforme prendano il largo. Almeno un consigliere comunale, Mike O’Brien, dovrebbe partecipare alla protesta. Gli attivisti hanno anche costruito un treppiede di metallo alto 6 metri, piazzandolo all’ingresso della stazione di trasferimento del carburante per cercare di bloccare l’accesso.

Lo stesso sindaco, Ed Murray, in accordo con tutto il Consiglio comunale, è andato al testa a testa con il Porto di Seattle, sollecitando le autorità portuali a riconsiderare la locazione concessa a Shell. Il Dipartimento di pianificazione urbanistica ha stabilito che l’accordo tra Porto e compagnia è irregolare, ma la multinazionale ha detto che proseguirà le operazioni di attracco a dispetto delle decisioni del Comune.

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