• Articolo New York, 1 aprile 2019
  • Trivellazioni offshore nell’Artico: Corte USA revoca i permessi voluti da Trump

  • Il giudice Sharon Gleason ha ristabilito i divieti di ricerche esplorative nella regione artica e nelle fosse oceaniche atlantiche stabiliti da Obama a e revocati da Trump.

trivellazioni offshoreTra il 2015 e il 2016, l’Amministrazione Obama aveva protetto dalle trivellazioni offshore il 98% del continente Artico e oltre 6 mila miglia quadrate di fosse oceaniche

 

(Rinnovabili.it) – L’attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è andato oltre la propria autorità nel momento in cui ha revocato il divieto di trivellazioni offshore in diverse zone dell’Artico e in dozzine di fosse atlantiche: con questa sentenza, il giudice della Corte degli Stati Uniti, Sharon Gleason, ha rimesso in vigore le restrizioni in materia di trivellazioni imposte dall’Amministrazione Obama.

 

Secondo quanto stabilito dalla Gleason, i Presidenti degli Stati Uniti hanno il potere di salvaguardare da sfruttamento e sviluppo determinate aree di territorio, ma non quello di rimuovere tali divieti. La scelta dell’Amministrazione Obama di proteggere dalle trivellazioni l’Artico e le fosse oceaniche dell’Atlantico lascerebbero intendere un bando allo sfruttamento senza limiti temporali che può essere revocato solo da un atto del Congresso degli Stati Uniti.

 

Al centro del contenzioso c’era l’Outer Continental Shelf Lands Act, emanato nel 2017, con cui sostanzialmente l’Amministrazione Trump rimuoveva i divieti posti da Obama. Contro il provvedimento si sono schierati diversi gruppi ambientalisti: “La sentenza dimostra che il Presidente non può calpestare la costituzione a piacimento per eseguire gli ordini dei suoi compari nell’industria dei combustibili fossili a scapito dei nostri oceani, della natura e del clima”, ha commentato Erik Grafe, legale di Earthjustice, una delle sigle più attive nella causa contro le autorizzazioni rilasciate da Trump.

 

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Di diverso parere l’American Petroleum Institute, che nella causa rappresentava la difesa: “Oltre a portare forniture di energia a prezzi accessibili per i decenni a venire, lo sviluppo delle nostre abbondanti risorse offshore può fornire miliardi di entrate governative, creare migliaia di posti di lavoro e rafforzare anche la nostra sicurezza nazionale”,scrivono in una nota i rappresentanti dell’Istituto.

 

Nel 2015, Obama bloccò le missioni esplorative nelle aree costiere dei mari di Beaufort e Chukchi e Hanna Shoal, un sito di raduno di trichechi marini. Alla fine del 2016, l’ex Presidente ritirò gran parte delle concessioni nell’Artico, circa il 98% della piattaforma continentale esterna artica, allo scopo di proteggere orsi polari, trichechi, ghiacci e villaggi dei nativi dell’Alaska. Nell’Atlantico, invece, l’Amministazione Obama ha vietato le missioni esplorative in quasi 6 mila miglia quadrate di crepacci e canyon perché habitat di fondamentale importanza per mammiferi marini, coralli e grandi cetacei migratori.

 

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